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il Pakistan

· L'arcivescovo Coutts ·

Karachi, 28. «Da alcuni anni anche il Pakistan è diventato vittima di questa ondata di terrorismo fondamentalista che si sta sviluppando dalla Nigeria, con Boko Haram, alla Siria e all’Iraq, con l’Is. Il doppio attentato suicida alle due chiese di Lahore dei giorni scorsi non è che un anello di questa catena che si sta allargando nel mondo».

È quanto ha denunciato monsignor Joseph Coutts, presidente della Conferenza dei vescovi pachistani e arcivescovo di Karachi, il quale ha fornito una testimonianza sulla dura condizione dei cristiani nel suo Paese davanti ai parlamentari italiani riuniti per la tradizionale messa prepasquale nella chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva.

Ma non c’è solo il dramma del terrorismo, in aumento, e quello della legge sulla blasfemia a pesare sulla vita dei cristiani pachistani. Monsignor Coutts ha illustrato le violenze quotidiane cui sono sottoposti quelli che i musulmani chiamano infedeli. «I cristiani — ha detto — devono subire discriminazioni in molti modi, specialmente quando si tratta di trovare lavoro. I programmi scolastici e i libri di testo non preparano i giovani a vivere in una società multireligiosa e multietnica e le discriminazioni cominciano già a scuola.

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06 dicembre 2019

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