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Solidarietà con gli alluvionati

· Iniziative della Caritas a favore dei Balcani ·

Le acque si sono ritirate — anche se rimangono numerose zone sommerse — tuttavia adesso si teme il possibile scatenarsi di epidemie e malattie infettive. I Balcani ancora fanno i conti con le conseguenze dell’alluvione senza precedenti che lo scorso 16 maggio ha devastato il cuore della regione. 

Centinaia di villaggi di Serbia, Bosnia ed Erzegovina e dell’est della Croazia sono rimasti completamente sommersi dalle piene della Sava e dei suoi affluenti.

È in questo contesto spaventoso che prosegue l’impegno della rete della Caritas. Come segno di vicinanza della Chiesa italiana verso la popolazione colpita, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, durante la recente assemblea plenaria dell’episcopato, ha stanziato 500.000 euro. La popolazione locale serba e bosniaca — sottolinea un comunicato di Caritas Italiana — «continua a dimostrare una grossa solidarietà verso i propri concittadini colpiti dall’alluvione: sono numerosissimi i volontari locali in campo per la distribuzione degli aiuti, per l’accoglienza nelle strutture temporanee, per spalare il fango dalle case e dalle strade. La gente fa poi il possibile per donare quanto necessario, per cui almeno alcuni beni di prima necessità stanno arrivando a chi ne ha bisogno».

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21 settembre 2019

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