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Fango sull’Onu

· ​L’indagine sugli abusi dei caschi blu ·

Un casco blu nel Darfur (Afp)

Tra le missioni dei caschi blu oggetto di un’inchiesta interna dell’Onu, che ha documentato gravi abusi, non c’è solo quella ad Haiti di cui si era avuta notizia in settimana. Casi singoli di violenze, malversazioni e abusi erano stati denunciati più volte nel corso degli anni, ma le anticipazioni sul rapporto che sarà pubblicato lunedì rivelano abusi commessi «in modo abituale» in alcuni Paesi in cui sono stati dispiegati gli uomini dell'Onu. E tra questi compaiono anche lo sfruttamento e l’induzione alla prostituzione. «L’evidenza emersa in missioni di peacekeeping dimostra che le richieste di prestazioni sessuali sono piuttosto comuni ma tenute sotto traccia», denuncia infatti il documento, datato 15 maggio, frutto di un’inchiesta dell’ufficio per i servizi interni (Oios) del Palazzo di Vetro. Le prestazioni sessuali sono state ottenute in cambio di denaro o di oggetti, d’uso comune in tanti posti, ma che diventano beni di lusso in altri, dal telefonino al paio di scarpe. Le denunce sono 480 nel periodo fra il 2008 e il 2013 e riguardano soprattutto le missioni nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia, Haiti, Sudan e Sud Sudan. Secondo il rapporto, inoltre, un terzo dei casi di sfruttamento e abusi coinvolge minori di 18 anni. Detto dei caschi blu, va aggiunto che simili comportamenti indegni sono ancora più diffusi tra il personale civile delle missioni dell’Onu. Le Nazioni Unite si dicono decise a fare pulizia del fango che le ha colpite.

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16 luglio 2019

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