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Famiglia e laici secondo il modello indiano

· Intervista al cardinale George Alencherry arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi ·

Testimonianza coerente, adozione di nuovi linguaggi e stili comunicativi, dialogo: passa attraverso questi principi cardine la nuova evangelizzazione secondo il cardinale George Alencherry, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi. Il porporato, impegnato nei lavori dell’assemblea sinodale, osserva in questa intervista come soprattutto le società occidentali «di fronte a uno stato di confusione» abbiano bisogno di buoni esempi di religiosi e laici fedeli ai valori cristiani, che sappiano «spiegare e trasmettere la fede con un linguaggio adatto ai tempi moderni». Il cardinale spiega anche che la comunità siro-malabarese intende rafforzare la partecipazione attiva dei fedeli, curando in particolare la pastorale nei confronti delle famiglie e dei giovani, e continuare a promuovere lo strumento indispensabile del dialogo.

Da un “osservatorio” lontano come l’India, come giudica le tendenze secolariste in atto in Occidente ?

Penso che la Chiesa debba adottare nuovi metodi di evangelizzazione e di cura pastorale. La fede deve essere spiegata nel linguaggio dei tempi moderni. Occorre, in questa realtà secolarizzata, trovare un nuovo linguaggio affinché il popolo capisca il messaggio della Chiesa, creda maggiormente in Cristo e nei valori della Parola. L’opera dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose e dei laici deve essere un’ispirazione per il popolo e una testimonianza della loro vita. Tutti sono chiamati a essere testimoni della loro fede e della loro vita. La cura pastorale richiede un approccio amichevole e soprattutto va incentrata sulla famiglia. La famiglia deve diventare oggetto di particolare cura pastorale.

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21 settembre 2019

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