Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Famiglia al centro

· ​A colloquio con il cardinale Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid ·

Famiglia, parrocchia e scuola: sono le tre realtà sulle quali puntano i vescovi spagnoli per realizzare una pastorale di annuncio e di formazione alla fede. Ne parla in questa intervista al nostro giornale il presidente della Conferenza episcopale, l’arcivescovo di Valladolid Ricardo Blázquez Pérez, creato cardinale nel concistoro del 14 febbraio scorso.

La prima edizione della mostra «Las edades del hombre» allestita nel 1988 nella cattedrale di Valladolid

Dopo quasi un secolo Valladolid ha un arcivescovo cardinale. Che significato ha la scelta di Papa Francesco?

Nella storia della diocesi di Valladolid ci sono stati altri tre porporati: Juan Ignacio Moreno Maisonove, creato nel 1868, Antonio Marías Cascajares Azara, nel 1895, e José María Cos Macho, nel 1911. Alla notizia ho provato un sano senso di orgoglio, ma soprattutto ho espresso gratitudine al Papa. È stato un gesto che ha unito più profondamente la diocesi al suo vescovo. E a esprimere la propria gioia non è stata solo la comunità cristiana, ma anche la società civile e le sue autorità.

La priorità per la Chiesa spagnola è attualmente l’evangelizzazione della cultura. Che iniziative avete messo in campo?

Nel campo dell’evangelizzazione della cultura dobbiamo sottolineare anzitutto la lunga serie di mostre dedicate a «Las edades del hombre», che si tengono da oltre venticinque anni: la prima è stata proprio a Valladolid. Castilla y León, come altre regioni della Spagna, ha un ricco e prezioso patrimonio religioso-culturale. Queste mostre sono un’opportunità per restaurarlo e mostrarlo, rispettandone la dimensione sia catechetica sia artistica. Sono molto visitate e valorizzate. Ad aprile verrà inaugurata una nuova mostra su «Santa Teresa de Jesús, maestra de oración» ad Ávila, città in cui nacque cinquecento anni fa, e ad Alba de Torres (Salamanca), città in cui morì. Anche nelle facoltà di scienze della comunicazione sono state allestite delle esposizioni. Quanto al campo più specifico della comunicazione, la Conferenza episcopale è titolare di Radio Cope e di tredici reti televisive. Sono media importanti, che vorremo fossero più chiaramente evangelizzatori e più incisivi. Radio María ha un raggio di azione più ampio. Esistono inoltre in quasi tutte le diocesi bollettini di comunicazione e di evangelizzazione. I mezzi non mancano; ma la ricezione da parte della società non sempre è buona.

di Nicola Gori

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE