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Fame nel Sud Sudan

· A rischio quasi cinque milioni di persone ·

La fame persisterà, in Sud Sudan, nonostante la stagione dei raccolti sia in corso. Questo l'amaro bilancio del rapporto sulla sicurezza alimentare nel paese africano pubblicato oggi dal governo di Juba, dalla Fao, dall’Unicef, dal Pam e da altri partner umanitari. La lunga crisi che da tempo attraversa il Sud Sudan è dunque destinata a peggiorare. E questo soprattutto – secondo il documento – a causa del sanguinoso conflitto armato che prosegue nella maggior parte del paese e nell’iperinflazione che non permette, a buona parte della popolazione, di acquistare cibo e medicinali. 

Il numero delle persone che soffrono di gravi carenze alimentari potrebbe scendere a 4,8 milioni tra ottobre e dicembre prossimi, rispetto ai sei milioni di giugno. Tuttavia, dicono gli esperti, il numero è comunque significativamente più elevato rispetto ai dati per lo stesso periodo dello scorso anno. Come detto, è la prosecuzione della guerra nelle aree più fertili del paese a incidere significativamente sulle capacità di alimentarsi dei sud sudanesi. Si prevede, inoltre, che le carenze alimentari si aggraveranno nei primi mesi del 2018 e che la “stagione della fame”, il periodo in cui i contadini esauriscono le scorte alimentari prima del nuovo raccolto, inizierà tre mesi prima del solito. Secondo Adnan Khan, rappresentante del Programma alimentare mondiale (Pam) in Sud Sudan, migliaia di sudsudanesi sono riusciti a sopravvivere negli ultimi mesi soltanto grazie a una prolungata assistenza internazionale. Ora però questi stessi aiuti stanno calando. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, si registrano particolari problemi nelle province di Ayod e Wau, dove 25.000 persone stanno affrontando condizioni alimentari catastrofiche. Nella zona di Greater Baggari almeno il dieci per cento della popolazione si trova ad affrontare condizioni di carestia a causa dei pesanti scontri tra gruppi locali.

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19 gennaio 2018

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