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Fame nel Sahel

· A rischio oltre cinque milioni di bambini della regione africana ·

Nel prossimo anno, oltre un milione di bambini della regione africana del Sahel — la zona semi desertica all’estremo confine occidentale del Sahara ad alto rischio di desertificazione, abitata da gente costretta e abituata a lottare con la fame per l’avanzata inesorabile del deserto — rischieranno la vita per malnutrizione.

La stima è del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), che in una nota ufficiale ripresa dalle agenzie di stampa internazionali parla senza mezzi termini di una sfida enorme. Proprio per questo, i dirigenti dell’Unicef hanno già ordinato preventivamente alimenti terapeutici e hanno già iniziato a distribuire alle popolazioni scorte di emergenze, precedentemente accantonate.

Secondo l’ufficio dell’Unicef per l’Africa Occidentale e Centrale, il Paese più a rischio — con una stima di 330.600 bambini sotto i cinque anni a rischio malnutrizione grave e acuta — è il Niger, dove il Governo di Niamey ha già lanciato un secondo appello, per cui oltre la metà dei villaggi sarebbero a rischio sicurezza alimentare. Ma la mappa dei Paesi e delle regioni africane a rischio è molto più ampia. Le altre zone dove ci si aspetta una situazione analoga sono il Ciad, la Nigeria settentrionale, le zone settentrionali del Camerun, il Burkina Faso, il Mali, la Mauritania e il nord del Senegal. «Questa crisi per i bambini sarà molto impegnativa. L’Unicef, di solito, non rilascia appelli di questo tipo con leggerezza, ma la situazione richiede una risposta adeguata che deve cominciare subito», ha detto nella nota il direttore regionale dell’Unicef, David Gressly.

«La tragedia nel Sahel — ha aggiunto — potrà essere evitata solo con un grande sforzo e bisognerà fare in modo che gli operatori sul campo abbiano tutti gli aiuti opportuni e che facciano tutto il possibile per contenere la minaccia dell’insorgere di malattie tra le popolazioni indebolite». Le popolazioni che abitano il Sahel si trovano a fronteggiare le emergenze alimentari connesse all’approvvigionamento idrico della zona, molto carente a causa della perenne siccità. La principale causa dell’elevato rischio di desertificazione è la costante mancanza d’acqua, per cui la terra, completamente secca, erosa e mossa dal vento, si trasforma in sabbia, ma anche l’opera dell’uomo con le sue coltivazioni intensive ha contribuito al fenomeno. Già nel 1972, il Sahel fu colpito gravemente da siccità e morte per fame.

L’Unicef — rileva l’Ansa — ha così lanciato un appello urgente per ottenere 65,7 milioni di dollari, da destinare ad aiuti e interventi che riguardano l’alimentazione e la sanità. Ma, date le dimensioni della grave crisi, questa cifra — precisa sempre l’agenzia dell’Onu — aumenterà sensibilmente nel corso del prossimo anno per garantire ulteriori interventi di sostegno alle popolazioni colpite dalla malnutrizione. Per evitare lo stato di emergenza, quindi, sarà necessario non solo migliorare i programmi per la nutrizione e la salute, ma anche aumentare le forniture di acqua potabile, i servizi igienico-sanitari presso centri di alimentazione, avviare i programmi di istruzione e protezione dei bambini sfollati e delle loro famiglie.

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24 aprile 2019

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