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Fame e colera minacciano lo Yemen

· A tre anni dall’inizio del sanguinoso conflitto ·

A tre anni dall’inizio di uno dei più atroci conflitti della storia recente, la popolazione dello Yemen sta lottando giorno dopo giorno per la propria sopravvivenza e non ha accesso a cibo e acqua pulita. Ventidue milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari, in un paese devastato anche da un’epidemia di colera. È l’allarme lanciato da varie organizzazioni umanitarie. In alcune delle zone più isolate, come nel governatorato nord-occidentale di Amran — si legge in una nota — molte famiglie sono costrette ad andare avanti con mezzo sacco di grano al mese e a percorrere parecchi chilometri più volte al giorno per rifornirsi di acqua. Dall’inizio del sanguinoso conflitto, il costo di alimenti primari è diventato per molti insostenibile. Il prezzo del riso, per esempio, è salito del 131 per cento e quasi 18 milioni sono le persone che soffrono la fame. Sullo sfondo una guerra brutale, che ha provocato oltre 5500 vittime civili e costretto tre milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Con metà delle strutture sanitarie distrutte o fuori uso, segnalano ancora le organizzazioni umanitarie, si è assistito all’esplosione della più grave epidemia di colera degli ultimi decenni, con più di un milione di casi e altre duemila vittime. E con l’arrivo della stagione delle piogge si teme un’ulteriore catastrofe. L’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ha inoltre evidenziato la difficoltà che incontrano i bambini. Sono infatti più di undici milioni i minori che soffrono di malnutrizione acuta — con un drastico e preoccupante aumento del 128 per cento rispetto alla fine del 2014 — e che hanno, quindi, immediato bisogno di aiuto.

Inoltre, secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef, quasi mezzo milione di bambini hanno abbandonato la scuola dal 2015, portando a oltre due milioni il numero totale di quelli che non possono frequentare le lezioni.

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24 febbraio 2020

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