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​Falò ardenti nella notte

· Punti di resistenza ·

Sono fuochi accesi, falò ardenti nella notte della nostra epoca presuntuosa e smarrita. Sono punti di resistenza umana. Moderni benedettini che si battono per tramandare le parole che ci fanno uomini, viventi, che accolgono e amano. 

Nessuno ne parla, nessuno premia il loro lavoro, eppure vanno avanti: bruciano la loro vita dietro questa innamorata missione, e nel farlo segnalano tutto quello che rischiamo di perdere. Chi, come me, gira l’Italia per promuovere un romanzo, dopo oltre vent’anni di libri di poesia, ha la fortuna d’incontrarli, e se ha occhi e cuore per vedere ne capisce all’instante la statura, la vocazione dolce e febbrile, una curiosità primaria, che ci fa istantaneamente fratelli. Farò nomi e cognomi. I miei punti di resistenza umana non sono letterati, o accademici, o scienziati del verbo. Sono librai, professori di scuole superiori, tanti in pensione, individui che destinano la loro intera esistenza dietro il sogno di una cultura fatta casa. Partirò dalla mia città, da Roma. Da librerie come Pagina 348, all’Eur, dal titolare Marco, che lotta contro i giganti degli store dei centri commerciali che gli stanno vicino, dove il libro è una merce qualsiasi, non come lui che li sceglie uno per uno, che li consiglia ai propri clienti sapendo bene i loro gusti, come facevano i librai quando erano librai. Oppure la Libreria Risvolti, al Tuscolano, da Barbara e Alessandro, in uno dei quartieri più popolosi d’Europa, ragazzi che hanno puntato sul libro scommettendo tutto, dalla vita al lavoro, contro i giganti della rete che il libro te lo portano a casa, scontato del venti per cento come minimo. Da Roma a Salerno, da Sergio e Raffaella e la loro Casa della Poesia, a Baronissi. Una storia d’amore lunga cinquant’anni, due ragazzi cresciuti dietro la passione della letteratura, un sentimento così materico da trasformarsi in una casa, non per modo di dire, ma una casa vera, con stanze e cucina, il bagno, un luogo di ricovero per poeti provenienti da tutto il mondo. Senza l’aiuto di nessuno, con i loro soldi, il loro tempo. Maestri nell’arte dell’incontro, che hanno accolto me e mia moglie, i due bambini, che hanno mangiato e riso con noi come lo facessimo da sempre. E poi ancora più giù, a cavallo tra la Murgia e la Puglia, fianco a fianco dei Presìdi del Libro, un’associazione che riunisce scuole e librerie, semplici lettori. Persone come Rosa e Giulia, Angelo, le scuole meravigliose di Acquaviva e Gravina. Chissà quanti ne esistono della stessa stoffa, della stessa strabordante passione, su e giù per il nostro paese. Eppure di questi punti di resistenza umana nessuno ne parla. A tutti i raccontatori di una volta, ai moderni e giovani story-teller, a chi si assume la responsabilità di raccontare il reale-presente del nostro paese. Fatevi scaldare dal loro fuoco, testimoniatene il lavoro oscuro, bruciante, fatevi portare nella loro vita, fatta di libri e sacrifici. Prima che sia troppo tardi.

di Daniele Mencarelli

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19 ottobre 2019

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