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Falluja liberata

· Dopo quattro settimane di assedio l’esercito iracheno sottrae la città al controllo dell’Is ·

Falluja torna nelle mani degli iracheni. Dopo un assedio durato quattro settimane, le forze dell’esercito regolare di Baghdad hanno annunciato ieri di aver completato la riconquista della città finita sotto il controllo del cosiddetto Stato islamico (Is) nel 2014. A sostenere i soldati governativi c’era la copertura aerea garantita dai caccia della coalizione internazionale a guida statunitense. Falluja «è tornata nelle braccia della Nazione» ha detto il premier iracheno, lo sciita Haydar Al Abadi. «Mosul sarà la prossima battaglia e anche qui l’Is sarà sconfitto» ha aggiunto.

La città non è ancora del tutto controllata dall’esercito — dicono gli analisti — ma l’arrivo dei governativi negli edifici di Governo, nel quartiere centrale di Nazzal, indica che la battaglia è ormai decisa, dopo settimane di avanzata difficile nella periferia, fra attentati e trappole esplosive lasciate dai jihadisti in ritirata.

Gli iracheni avevano perso il controllo di Falluja nel 2014, pochi mesi prima di abbandonare nelle mani dell’Is anche Mosul, nel nord del Paese. E oggi la ripresa della città, a meno di un’ora dalla capitale, ha un valore che va oltre simbolico: i vertici iracheni intendono lanciare al più presto l'offensiva nel nord per riconquistare Mosul e cacciare definitivamente l’Is dal Paese. Un risultato importante, oltre alla riconquista della città, c’è già: tutti i più importanti capi tribali della zona di Falluja hanno deciso di abbandonare l’Is e di schierarsi con Baghdad.

In realtà diversi osservatori sottolineano che la resistenza da parte degli uomini dell’Is, soprattutto negli ultimi giorni, è stata modesta: la spinta dei governativi e delle Forze di mobilitazione popolare (guerriglieri sciiti, ndr), con il sostegno aereo internazionale, sembra averne avuto ragione in tempi abbastanza rapidi. L’unico interrogativo è se l’Is non abbia scelto di diminuire l’impegno nella difesa di Falluja per preparare meglio la difesa di Mosul, che ora resta l’unica vera roccaforte jihadista nel Paese.

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17 luglio 2019

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