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Falcone e Borsellino
riscossa di civiltà

· Ventisette anni dopo la strage di Capaci ·

Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione della partenza della Nave della legalità (Ansa)

«A ventisette anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, legate dalla medesima orrenda strategia criminale, la Repubblica italiana si inchina nel ricordo delle vittime e si stringe ai familiari». Con queste parole il capo dello Stato Sergio Mattarella ha partecipato alle cerimonie organizzate ieri nell’anniversario della strage di Capaci, in cui furono assassinati il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Mattarella ha ricordato anche il giudice Paolo Borsellino, collega e amico di Falcone, anche lui ucciso, il 19 luglio dello stesso anno a Palermo.

Il capo dello Stato, parlando di Falcone e Borsellino ha ribadito che «il loro sacrificio è divenuto motore di una riscossa di civiltà, che ha dato forza allo Stato nell’azione di contrasto e ha reso ancor più esigente il dovere dei cittadini e delle comunità di fare la propria parte per prosciugare i bacini in cui vivono le mafie». «Questa riscossa — ha sottolineato Mattarella — ha già prodotto risultati importanti, ma deve proseguire». Il capo dello Stato ha incoraggiato tutti a dare il proprio contributo a vari livelli perché si arrivi alla «sconfitta definitiva della mafia».

Mattarella ha ricordato che «Falcone e Borsellino hanno cominciato a combattere con il loro lavoro coraggioso, con innovativi metodi di indagine, con l’azione nei processi, con il dialogo nella società, nelle scuole, soprattutto con una speciale attenzione all’educazione dei giovani».

E proprio migliaia di giovani hanno animato la cerimonia che si è svolta ieri nell’arco dell’intera giornata, con diversi momenti di letture e interventi. Ben 1.500 giovani sono giunti a Palermo da Civitavecchia, con la nave della legalità per la manifestazione «PalermoChiamaItalia», organizzata dal ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dalla Fondazione Falcone, guidata dalla sorella Maria Falcone.

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