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Facciamo pace

· ​Il Papa dialoga con settemila bambini e ragazzi delle scuole italiane ·

«Dove non c’è la giustizia non c’è la pace»: per tre volte Papa Francesco ha chiesto di ripetere, persino urlando, questa verità ai settemila bambini e ragazzi protagonisti dell’iniziativa «La fabbrica della pace», incontrati lunedì mattina, 11 maggio, nell’aula Paolo vi. Consegnato il discorso preparato, Francesco ha risposto alla raffica di domande che i bambini gli hanno presentato con tutta la loro spontaneità. Interrogativi semplici e profondi intorno a una questione centrale: cos’è la pace e come si fa la pace?

E le risposte il Papa le ha date nella veste di «operaio speciale» della «fabbrica della pace», perché è così che l’hanno chiamato i ragazzi, regalandogli simbolicamente proprio un caschetto bianco da operaio. Francesco ha spiegato che la pace è un lavoro artigianale, e non industriale, da portare avanti giorno dopo giorno e che ha come prima regola il rispetto degli altri. La pace, poi, non è solo assenza di guerra ma è gioia, amicizia, amore a cominciare dalla propria famiglia e dalla scuola. Di qui il consiglio a non far mai passare una giornata senza fare gesti di riconciliazione dopo una litigata, magari con la sorella o il fratello. Riguardo alla scuola, un bambino di origine egiziana ha domandato a Francesco perché i potenti non la sostengono più energicamente. Ma alcuni potenti, è stata la risposta del Papa, sanno bene che si guadagna di più con la guerra che con la pace: per questo danno vita all’industria delle armi, una vera e propria fabbrica della morte, invece di investire risorse per la cultura e l’educazione. E se pace vuol dire gioia, Francesco non ha nascosto la questione della sofferenza dei più piccoli che gli è stata presentata da due bambini ammalati. Una domanda, ha riconosciuto, che non ha una risposta. Però, ha raccomandato, si deve fare di tutto per stare accanto a chi vive l’esperienza del dolore, soprattutto attraverso centri sanitari ed educativi. Pace, infatti, significa anche che tutti i bambini abbiano il diritto a essere curati e a non morire di fame. 

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20 settembre 2019

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