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Fa discutere l’accordo
tra Europa e Turchia

· Per la gestione dei flussi di migranti e rifugiati ·

Si continua a discutere nell’Unione europea sull’accordo con la Turchia per la gestione dei flussi di migranti e rifugiati. Secondo il Consiglio d’Europa, l’accordo con Ankara va rivisto «alla luce delle critiche» di molte organizzazioni non governative attive sul campo.

In un documento presentato ieri, il Consiglio ha chiesto all’Ue e ai suoi membri «di prepararsi al possibile fallimento dell’attuale approccio, predisponendo in anticipo soluzioni alternative, così da non ricadere nello stato d’impreparazione e passività nella gestione della crisi sin qui osservato». Tuttavia, che l’intesa con Ankara sia un completo fallimento è una tesi contestata da molti in Europa. Secondo il ministro degli Affari esteri italiano, Paolo Gentiloni, «l’accordo ha funzionato; bisogna continuare a lavorare assieme per una piena attuazione». Al termine di una conferenza stampa congiunta con il ministro turco per gli Affari europei, Ömer Çelik, il titolare della Farnesina ha sottolineato che l’implementazione dell’accordo tra Bruxelles e Ankara «comporta anche passi avanti nella questione dei visti». Il completamento degli accordi e una maggiore collaborazione tra Europa e Turchia, secondo Gentiloni, «è di interesse strategico per l’Italia». Il ministro turco ha insistito molto sulla questione dei visti. La liberalizzazione — ha detto Çelik — «deve avvenire il più presto possibile perché i rischi di instabilità nella regione stanno crescendo». Çelik ha ricordato che Ankara «pensa di aver soddisfatto i 72 parametri» richiesti da Bruxelles per la liberalizzazione dei visti. Tuttavia, ha ribadito il ministro, il suo Governo non può soddisfare la richiesta europea di modificare la propria legge antiterrorismo perché «ci indebolirebbe».

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19 luglio 2019

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