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Eurotunnel della disperazione

· Un morto tra le migliaia di persone che rischiano la vita sotto la Manica ·

Soccorsi nei porti italiani oltre mille migranti e profughi

Un uomo è morto stanotte in un nuovo tentativo di prendere d’assalto a Calais, in Francia, il terminal dell’Eurotunnel, il collegamento ferroviario sotto la Manica con la Gran Bretagna. Secondo la polizia francese, nel terminal ci sono stati almeno millecinquecento tentativi di intrusione — la notte precedente erano stati oltre duemila — da parte di profughi e migranti che protestano contro il divieto imposto loro di raggiungere la Gran Bretagna.

Migranti nei pressi della galleria (Afp)

«Le nostre squadre hanno ritrovato un corpo stamane e i pompieri hanno confermato il decesso», ha reso noto un portavoce della società Eurotunnel. La vittima, la nona persona morta nel tunnel e nella zona circostante negli ultimi due mesi, era un uomo tra i 25 e i 30 anni, di origine sudanese. È stato travolto da un camion che scendeva da uno dei vagoni ferroviari che attraversano il tunnel proprio mentre lui cercava di entrarvi.

Quelli delle ultime due notti sono stati i tentativi di questo tipo più massicci dall’inizio della vicenda. Secondo dati recenti sono circa tremila le persone accampate davanti all’ingresso dell’Eurotunnel a Calais. Si tratta di migranti provenienti da Etiopia, Eritrea, Sudan e Afghanistan, tutti Paesi in situazione tale da far rientrare quanti ne fuggono nella condizione di richiedente asilo prevista dalle normative internazionali. Di una situazione molto preoccupante ha parlato il primo ministro britannico, David Cameron, impegnato in queste ore in una visita a Singapore. Cameron ha aggiunto che il Governo londinese lavora a stretto contatto con le autorità francesi per farvi fronte. Il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, ha convocato per questa mattina una riunione d’urgenza del comitato di emergenza Cobra, formato da ministri e funzionari responsabili della sicurezza, per discutere dell’accaduto e per individuare misure atte a raffreddare la crisi.

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