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Europa unita nella lotta ai trafficanti

· ​L’immigrazione al centro del vertice del’Unione a Malta ·

«Fermare l’immigrazione è impossibile, si devono fare scelte corrette per gestire al meglio i flussi». È quanto ha affermato ieri Federica Mogherini, l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in un’intervista alla vigilia del vertice europeo a Malta. 

Mentre si contano 450 persone soccorse nel Canale di Sicilia nelle ultime ore, nell’isola nel cuore del Mediterraneo i leader europei si riuniscono oggi per discutere non solo di immigrazione, ma anche della lotta ai trafficanti di esseri umani. Si tratta di un vertice informale che ha, come obiettivo principale, predisporre «misure operative» per il blocco dei flussi che dalla Libia, attraversando il Mediterraneo, arrivano nel cuore dell’Europa. Flussi «non più sostenibili», come ha sottolineato il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, assicurando l’impegno dell’Unione. 

Fin dai primissimi giorni della sua presidenza di turno, iniziata con il nuovo anno, il primo ministro maltese, Joseph Muscat, ha auspicato un accordo con la Libia sul modello di quello già raggiunto con la Turchia.
Intanto, ieri sera il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni, ha firmato un protocollo d’intesa con il capo del governo di unità nazionale libico, Fayez Al Serraj, che prevede, innanzitutto, risorse dall’Italia per sostenere il lavoro della guardia costiera di Tripoli per fermare e far rientrare sulle coste libiche i barconi intercettati in mare. Ma vengono anche assicurati finanziamenti per i centri di accoglienza presenti sulle coste libiche, dove i profughi saranno riportati. Al momento, infatti, le condizioni di vita in questi centri sono pessime. Come detto, dopo l’accordo tra Ue e Turchia, che ha sostanzialmente fermato il flusso sulla rotta balcanica (anche se non sono mai mancate alcune perplessità sulle modalità di attuazione), Bruxelles vuole un accordo simile con la Libia, base principale di partenza dei migranti. Le situazioni dei due paesi, tuttavia, sono molto diverse. La Libia è ancora segnata da un violento conflitto e manca di una stabilità politica adeguata.
L’Italia non solo ha stipulato ora il suo accordo con la Libia, che si aspetta diventi un accordo europeo, ma già dall’anno scorso ha promosso i migration compact, cioè pacchetti di accordi per aiutare i profughi nei paesi di origine scongiurando le disperate partenze in mare. A livello bilaterale, l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi aveva firmato progetti con Ghana e Senegal, recandosi negli stati interessati. Una linea seguita anche dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, che l’anno scorso aveva fatto un tour africano, avviando il dialogo in questo senso con il Mali e l’Eritrea. 

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23 maggio 2019

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