Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Europa in ordine sparso
sull’accoglienza ai migranti

· Secca replica dell’Italia alle dichiarazioni del premier ungherese Orbán che chiede di chiudere i porti ·

«L’Italia dovrebbe chiudere i suoi porti» per arginare i flussi migratori dal Mediterraneo. Non va molto per il sottile il premier ungherese, Victor Orbán, nei suoi consigli all’Italia su come gestire l’emergenza immigrazione. Anticipando in un’intervista il contenuto di una lettera all’Italia da parte dei paesi del gruppo di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia), Orbán ha ribadito la necessità di un rafforzamento delle procedure di identificazione dei migranti.

Secca la replica del presidente del consiglio italiano, Paolo Gentiloni: «Dai paesi dell’Ue abbiamo diritto di pretendere solidarietà, non accettiamo lezioni, tanto meno possiamo accettare parole minacciose. Noi facciamo il nostro dovere, pretendiamo che l’Europa intera lo faccia al fianco dell’Italia invece di dare improbabili lezioni al nostro paese. L’Italia — ha aggiunto Gentiloni — è un paese impegnato a non alimentare odi e paure, e a farsi carico di un peso che dovrebbe essere più condiviso in Europa». Nella lettera i quattro paesi del gruppo di Visegrad fanno una serie di proposte al governo italiano. In particolare, ribadiscono la necessità che «i veri richiedenti asilo» siano «identificati prima di entrare nell’Unione europea». Le nostre frontiere esterne «devono essere protette» affermano. Intanto l’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha diffuso ieri il suo nuovo rapporto, intitolato «La tratta di esseri umani attraverso la rotta del mediterraneo centrale». Da cui emerge che negli ultimi tre anni il numero delle potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale arrivate via mare in Italia è aumentato del 600 per cento. Lo studio è basato sui dati raccolti dall’agenzia Onu presso i luoghi di sbarco e nei centri di accoglienza per migranti nelle regioni del Sud dell’Italia. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE