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Europa
ferma al Brennero

· Dura reazione italiana al piano austriaco per la realizzazione di una barriera al confine ·

Ban Ki-moon ribadisce l’obbligo dell’accoglienza di chi fugge dalla guerra

Una recinzione al Brennero, lunga 370 metri e alta quattro metri, potrebbe essere il nuovo muro in Europa, voluto dall’Austria. Mobilitati 250 poliziotti austriaci, ma previsti anche soldati. Il tutto potrebbe essere avviato già dal primo giugno. 

Cartello al confine tra Austria e Italia (Reuters)

Sul versante austriaco non ci sarà nessun centro di accoglienza. I richiedenti asilo saranno immediatamente identificati, registrati e portati ad Innsbruck, mentre l’Italia dovrà farsi carico dell’assistenza degli altri. C’è da dire che il giorno dopo l’annuncio, proprio al Parlamento austriaco è intervenuto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha parlato di «restrizioni crescenti ai flussi migratori» per sottolinearne «l’impatto negativo rispetto agli impegni sanciti dalla legge internazionale». Ban Ki-moon ha ribadito chiaramente «l’obbligo morale e legale di aiutare coloro che fuggono dalla guerra, dagli abusi dei diritti umani e dalle persecuzioni». Ban Ki-moon ha parlato nel giorno in cui alla Camera bassa del Parlamento austriaco si vota la legge che inasprisce le norme per il diritto di asilo. Da parte sua, Vienna cerca di fissare le sue condizioni all’Europa e all’Italia. Se Roma non consentirà ai suoi poliziotti di salire sui treni già in Italia, per fare controlli, la frontiera sarà blindata. Il capo della polizia della regione del Tirolo, Tomac, sostiene che «non ci sarà muro o filo spinato», ma una non meglio definita recinzione. Immediata la reazione dell’Italia. Il presidente del Consiglio, Renzi, parla apertamente di «ipotesi sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, la logica e il futuro».

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