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Europa
e immigrazione

· Verso politiche e sensibilità comuni ·

Lampedusa oggi non è che l’immagine più drammatica di un fenomeno molto complesso e difficilmente intellegibile, che però è radicato nella profondità della storia europea. 

Cos’è, infatti, la storia del Vecchio continente se non una lunga vicenda di migranti che hanno cercato nel corso dei secoli la salvezza attraverso lo spostamento? E nelle pagine della letteratura s’infittiscono i racconti di migrazioni, di navi e di carovane che hanno percorso mari e vie portando idee e speranze attraverso lo spazio e il tempo. E l’Europa non sarebbe diventata ciò che è se non fosse stata in grado di mantenere un’idea e una mentalità di accoglienza che hanno accompagnato questi migranti. Idea e accoglienza che hanno attraversato guerre e lotte, seguendo un incessante percorso di avvicinamento tra i popoli. Accettare i migranti, aiutarli, renderli integrati nelle società in cui cercano di costruirsi una nuova vita: questa, anche, è stata la missione dell’Europa. In un processo in grado di mutare la percezione dell’altro, dello straniero, instillando un’idea di comunità allargata che persiste nonostante tutto, se è vero che i diritti fondamentali sono riconosciuti prima all’individuo che al cittadino. L’essere umano in quanto tale, spogliato cioè di ogni accezione, politica, sociale, etnica, deve infatti essere rimesso al centro delle scelte di coloro che portano la responsabilità della decisione politica. Ed è fondamentale agire in due direzioni egualmente importanti: la prima è la revisione normativa, poiché le leggi in vigore sono oggi insufficienti per occuparsi a fondo della materia; la seconda riguarda gli aspetti sociali dell’integrazione dei migranti, e dunque tutte le misure interne agli Stati membri. È necessaria infatti una solidarietà continentale nell’affrontare la sfida migratoria: i Paesi che, come l’Italia, sono investiti direttamente dal fenomeno hanno bisogno di ricevere sostegno dalle istituzioni comuni. Questo non si tradurrebbe solamente in un aiuto in termini di risorse, ma anche nel supporto alla costruzione e alla diffusione di una nuova sensibilità. Il che, a dispetto di quanto possa apparire, è tutto fuorché scontato.

Mario Benotti

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25 marzo 2019

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