Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Europa compatta contro il terrorismo

· Per il ministro della sicurezza britannico c’è il rischio di attentati con armi chimiche ·

Il cosiddetto stato islamico (Is) vuole compiere attacchi che provochino molte vittime in Gran Bretagna e non «ha alcun freno morale» all’uso di armi con sostanze chimiche. 

Controlli di ufficiali della polizia nel centro di Londra (Reuters)

A dichiararlo è stato ieri il ministro per la sicurezza britannico, Ben Wallace, ricordando che vi sono notizie relative all’uso di armi chimiche in Siria e Iraq da parte dell’Is e che le autorità marocchine a febbraio hanno sgominato una cellula in possesso di sostanze che potevano essere utilizzate per una bomba o come “tossina killer”. «Esperti hanno avvertito che la loro ambizione è quella di provocare vittime in massa con un attacco e che non hanno alcun freno morale a servirsi di qualunque mezzo possibile» ha dichiarato il ministro al «Sunday Times», aggiungendo: «Non hanno obiezioni morali all’uso di armi chimiche contro le popolazioni e, se potessero, lo farebbero in questo paese». Si moltiplicano dunque gli allarmi per un possibile attentato terroristico in Europa. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel suo messaggio di Capodanno, ha affermato che il terrorismo islamista è la più grande sfida per la Germania e il governo prenderà tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del paese. Pur ammettendo che il 2016 è stato un anno di «prove difficili», il cancelliere ha lanciato un appello all’ottimismo sostenendo che i tedeschi sapranno superare queste sfide. E, infine, nel discorso di fine anno alla Francia, l’ultimo del suo mandato, il presidente François Hollande, ha ricordato ai connazionali che la minaccia terroristica è ancora forte: «Non abbiamo ancora finito con la piaga del terrorismo. Dobbiamo continuare a combatterlo all’estero, ed è questa la ragione per cui continuiamo nelle nostre operazioni militari in Mali, Siria e Iraq». Hollande ha anche rivolto un commosso ricordo ai francesi uccisi dai terroristi nel 2016, a partire dalle 86 vittime del 14 luglio a Nizza, senza dimenticare l’anziano sacerdote Jacques Hamel, sgozzato nella sua chiesa vicino Rouen.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE