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Europa ancora divisa
sugli sbarchi

· Nel vertice dei ministri a Helsinki rimangono divergenze fra le visioni di Francia e Germania e quelle di Italia e Malta ·

«Non possiamo continuare così in futuro, affrontando la situazione caso per caso nel Mediterraneo» ha affermato ieri da Helsinki il commissario uscente alle migrazioni Dimitri Avramopoulos, in occasione del vertice informale tra i ministri dell’Interno di Germania, Italia, Francia e Malta. Parole emblematiche dopo l’ennesimo tavolo di confronto europeo in cui l’individuazione di una soluzione comune in materia di immigrazione è rimasta un obiettivo difficile da raggiungere. Responsabilità e solidarietà sono i punti dai quali tutti affermano di voler partire. Ma le divergenze sono emerse già dopo la presentazione della prima proposta di Parigi e Berlino, le quali vorrebbero che si approvasse un documento per stabilire la responsabilità del porto di approdo più vicino nell’identificazione dei migranti e del coordinamento della loro redistribuzione. La misura riguarderebbe però solo coloro che hanno diritto all’asilo, mentre tutti gli altri migranti resterebbero nei centri in attesa di essere rimpatriati. Proposta che ha ricevuto in risposta la netta contrarietà di Italia e Malta, Paesi che ne subirebbero inevitabilmente il peso maggiore, essendo i primi approdi per quanti giungono dall’Africa attraverso il Mediterraneo.

I due Paesi hanno presentato come controproposta l’istituzione di hotspot (strutture allestite in ogni Stato per identificare i migranti) presenti in tutti i paesi dell’Unione, oltre a una redistribuzione obbligatoria e a una gestione comunitaria dei rimpatri, da ripartire tra tutti i 28 componenti. Sul tavolo è arrivato anche il nodo delle ong, che il ministro italiano, Matteo Salvini ha chiarito non possano sostituirsi agli Stati. E citando il caso della Sea Watch 3 ha dichiarato che questa «ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta».

Intanto Carola Rackete, capitano della nave, indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per disobbedienza a nave da guerra, è stata ascoltata ieri per 4 ore dalla procura di Agrigento che ha aperto a suo carico un fascicolo d’inchiesta per il salvataggio di migranti avvenuto lo scorso 12 giugno.

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21 novembre 2019

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