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Euro, il grande superstite

· Per l'Fmi la tempesta della moneta unica non è finita e il 2011 apre una fase di transizione ·

«Ripresa a doppia velocità»: il 2011 sarà l'anno in cui i nuovi equilibri emersi dalla tempesta finanziaria si stabilizzeranno. La Cina e i Paesi emergenti guideranno la crescita, e gli altri dovranno accontentarsi di fare da comprimari. L'Unione europea, superstite della crisi dei debiti sovrani, dovrà «affrontare lunghi e difficili aggiustamenti».

L'analisi del capo economista del Fondo monetario internazionale (Fmi), Olivier Blanchard, non lascia adito a dubbi: il nuovo assetto dell'economia mondiale avrà il suo centro propulsore nel Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). I Paesi dell'euro, al contrario, dovranno affrontare gli effetti della recessione. Una strada in salita: per percorrerla il Vecchio Continente ha poche alternative. Niente allarmismi, serve rigore.

Sulla situazione delle banche europee «ritengo i timori esagerati» ha detto Blanchard. «Ma l’unico modo per allentarli è quello di aumentare la trasparenza». L'economista dell'Fmi ha quindi aperto all'ipotesi di nuovi stress test, insieme a regole più chiare. «Non c’è alcun dubbio che diversi Paesi si troveranno ad affrontare lunghi e difficili aggiustamenti macroeconomici» ha spiegato Blanchard. In molti casi «si tratta di aggiustamenti che avrebbero dovuto verificarsi in ogni caso, con o senza la crisi, che comunque li ha esacerbati». In altre parole, per l'eurozona il 2011 sarà una fase di transizione. Sul tavolo le questioni sono tante, troppe per far presagire un celere ritorno ai livelli precedenti il settembre 2008. Blanchard ne è convinto: «Sarà un cammino lungo e difficile; una piena ripresa richiede molto tempo e i Paesi in difficoltà non devono esitare a farsi avanti e chiedere aiuto». Saranno essenziali quindi gli obiettivi di medio termine, «un credibile piano per la stabilizzazione e la riduzione del debito». A queste parole si è unito, oggi, il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, secondo il quale «l’esistenza dell’euro e la sua essenza non sono a rischio». La moneta unica resta «la valuta più solida al mondo».

A livello mondiale, Blanchard ritiene che «una ripresa economica a due velocità dominerà il 2011, con una crescita debole nelle economie avanzate, appena sufficiente a ridurre la disoccupazione; al contrario, le economie emergenti dovranno fare i conti con le sfide imposte dal successo». Sarà determinante, in questo quadro, che i Paesi continuino a «ribilanciare l’economia, e si tratta di processo complesso». Non ci sono soluzioni preconfezionate e nessuno possiede la bacchetta magica: «Sono necessarie misure strutturali — ha detto Blanchard — e gli aggiustamenti dei tassi di cambio sono parte integrante di tale processo». Il capo economista dell'Fmi invita quindi a una maggiore cooperazione all’interno del g20, un forum utile che «non garantisce il successo ma ne aumenta le chance».

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