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Estremismi
che fanno male alla Chiesa

· ​Dalla lettura troppo rigida dei testi patristici il rischio di un fondamentalismo ortodosso ·

«È ora che i gerarchi ortodossi e i responsabili laici proclamino in maniera generale che ricorrere ai Padri della Chiesa non significa aderire servilmente a un insieme di proposizioni fossilizzate, usate per autopromuoversi. L’importanza dei Padri risiede nel loro sincero e profondo mettersi alla ricerca di Dio e nella loro volontà di condividerlo con il mondo. La lettura fondamentalista dei Padri e della Bibbia non conduce a Dio ma all’idolatria». In un articolo pubblicato alcuni giorni fa su «Parlons d’orthodoxie» (blog collettivo e piattaforma libera di discussione della Chiesa ortodossa russa in Francia), George Demacopoulos, docente di Teologia storica e direttore cofondatore del Centro studi cristiano ortodosso alla Fordham University di New York, lancia un grido d’allarme: «In questi ultimi anni sia chierici sia monaci ortodossi stanno facendo dichiarazioni che riflettono un approccio “fondamentalista” ai Padri della Chiesa. Se i dirigenti della Chiesa ortodossa non si uniscono per denunciare tale tendenza, l’intera Chiesa ortodossa rischia di essere trascinata da questi estremisti».

La tesi di Demacopoulos — che dal patriarcato di Costantinopoli è stato insignito dell’onorificenza più alta, quella di arconte — è ampiamente condivisa da Vladimir Golovanow, noto analista del blog (legato alla diocesi di Chersoneso e quindi al patriarcato di Mosca): se non si impedisce la radicalizzazione della corrente fondamentalista, l’ortodossia «rischia di andare verso un nuovo importante scisma come quello dei Vecchi credenti che trecentocinquant’anni fa si separarono dalla Chiesa russa», in segno di protesta contro le riforme ecclesiastiche introdotte dal patriarca Nikon. Il timore, dunque, è «totalmente giustificato» e si riflette anche nei risultati di un sondaggio lanciato su «Parlons d’orthodoxie»: solo il sette per cento dei lettori ritiene che l’unità della Chiesa ortodossa sia sufficientemente visibile e chiaramente affermata oggi; tutti gli altri hanno risposto di no, spiegando che la Chiesa ortodossa ha difficoltà a manifestarla e che l’unità è nascosta da un autocefalismo esacerbato.

di Giovanni Zavatta

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19 novembre 2019

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