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Est ucraino a ferro e fuoco

· Violenti combattimenti in seguito al fallimento dei colloqui di Minsk ·

Dopo l’ennesimo fallimento dei negoziati di pace di Minsk, sono ripresi senza sosta e con inaudita violenza i combattimenti nelle regioni orientali ucraine tra le truppe di Kiev e le forze dei separatisti filo-russi. Nelle ultime ore, informano fonti locali riprese dall’agenzia Afp, sono morte non meno di quaranta persone. 

Un’automobile distrutta in un bombardamento su Donetsk (Afp)

Da vari giorni, l’esercito ucraino tenta di respingere i separatisti che vogliono occupare la città di Debaltseve, che darebbe loro l’accesso a un nodo ferroviario strategico di collegamento tra le repubbliche ribelli di Donetsk e Lugansk. La presa di Debaltseve avrebbe un’importanza strategica fondamentale, perché consentirebbe ai ribelli di unificare la linea del fronte e di saldare le forze delle due principali roccaforti insurrezionali. Un giornalista, entrato a Debaltseve con un convoglio di tre veicoli destinati a sgomberare i civili, ha riferito che una delle auto è stata colpita da una granata. Un portavoce dello stato maggiore dell’esercito ha riferito stamane che altre vittime militari e civili sono state registrate nel villaggio di Krimskoie. Negli ultimi nove mesi, dall’inizio degli scontri a fuoco in Crimea lo scorso marzo, i morti sono finora più di cinquemila.

E a poche ore dal fallimento dei negoziati di Minsk, i presidenti francese e ucraino, François Hollande e Petro Poroshenko, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, sono tornati nuovamente a lanciare un appello a favore di un cessate il fuoco immediato per i combattimenti in corso da quasi 9 mesi.

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24 febbraio 2020

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