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Essere cristiano
è un cammino di liberazione

· All’udienza generale il Papa continua le riflessioni sui comandamenti ·

«Essere cristiano è un cammino di liberazione», perché «i comandamenti liberano» dall’egoismo e manifestano l’amore di Dio. Lo ha sottolineato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 27 giugno, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate al decalogo.

Marc Chagall, «Il passaggio del mar Rosso» (1966)

Dopo aver incontrato nell’aula Paolo VI alcuni gruppi di ammalati — ai quali ha assicurato in particolare che «il Signore riserva un posto speciale nel suo cuore per chiunque presenti qualche disabilità» — il Pontefice ha raggiunto piazza San Pietro dove, commentando il brano biblico tratto dal Libro del Deuteronomio (4, 32-35), si è soffermato in particolare sull’inizio delle dieci Parole: «Io sono il Signore, tuo Dio». In proposito ha spiegato che l’amore del Padre celeste precede la legge e le dà senso. Infatti, ha commentato con una delle tante aggiunte fatte a braccio al testo preparato, il Signore «mai chiede senza dare prima. Mai. Prima salva, prima dà, poi chiede». Del resto, «così è il nostro Padre, Dio buono».

E la conseguenza, ha osservato Francesco, è che la vita del cristiano deve fuggire «l’atteggiamento egoistico» di chi «è incapace di fare strada», di chi «parte da sé stesso» e «torna su di sé», di chi «esce da sé stesso e torna a sé»; al contrario — ha chiarito — essa «è anzitutto la risposta grata a un Padre generoso». Perciò «i cristiani che seguono solo dei “doveri” denunciano di non avere un’esperienza personale di quel Dio che è “nostro”». In questo caso «manca qualcosa», visto che «il fondamento di questo dovere è l’amore di Dio Padre, che prima dà, poi comanda».

L’udienza generale

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