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Esserci, restare e perseverare

· La missione della Chiesa a Cuba ·

Presenza e azione. Perché l’esserci, il restare e il perseverare sono i segni tangibili di una chiara identità. Quella della nostra Chiesa locale, pronta a ricevere il «missionario della misericordia». 

L’immagine della Virgen de la Caridad portata in processione per le strade dell’Avana

La presenza di Papa Francesco nella diocesi di Holguín, gli incontri che avrà, le celebrazioni, tutto servirà a concretizzare la sua missione come successore di san Pietro. Il Pontefice renderà così ancora più profonda l’identità spirituale della Chiesa che è pellegrina a Cuba, una Chiesa che ha sempre vissuto, e ancora oggi vive, la vocazione di essere serva del suo popolo.

In un mondo come il nostro, del resto, la spiritualità ha pieno vigore se si manifesta come presenza attiva e come testimonianza. Ne è un esempio il comportamento di Maria alle nozze di Cana (cfr. Giovanni, 2, 1-11), caratterizzato appunto da due componenti: presenza e azione. Presenza è esserci, restare, perseverare tra la propria gente, come fa il pastore con il suo gregge. Una presenza costante, che trova la sua ragione d’essere non nelle circostanze storiche, ma nel dinamismo evangelico.

di Emilio Aranguren Echeverría
Vescovo di Holguín

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21 maggio 2019

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