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Espulsi dagli Stati Uniti i salvadoregni vittime del terremoto

· Nuove misure dell’amministrazione Trump sull’immigrazione ·

Una nuova misura molto dura è stata assunta dalla Casa Bianca nei confronti dell’immigrazione. Nel mirino dell’amminsitrazione guidata dal presidente Donald Trump sono finiti i circa 200.000 cittadini di El Salvador che da oltre dieci anni vivono nel paese.

Proteste contro la decisione di Trump di espellere i salvadoregni

Si tratta di individui e famiglie sfuggiti ai due devastanti terremoti che colpirono il paese centroamericano nel 2001 e ai quali gli Stati Uniti riconobbero lo status di protezione temporanea. Ora il dipartimento per la sicurezza nazionale si appresta a espellerli. Finora i loro visti erano stati sempre prorogati, sia dall’amministrazione di George W. Bush, sia da quella di Barak Obama. Trump ha invece deciso di porre fine a questo regime. Le persone che perderanno lo status di protezione temporanea saranno costrette a lasciare il paese, pena il rimpatrio forzoso. In particolare, i cittadini salvadoregni coinvolti nel provvedimento avranno tempo fino al 9 settembre del 2019 per lasciare gli Stati Uniti se non troveranno il modo di ottenere una residenza legale. La motivazione addotta dal dipartimento per la sicurezza nazionale, guidato da Kirstjen Nielsen, è che le condizioni di El Salvador sono migliorate dai tempi dell’ondata sismica che sconvolse il paese e che quindi lo status di protezione non ha più motivo di esistere. A nulla sembrano essere valse le proteste delle associazioni per la difesa dei diritti civili, che mettono in guardia dai rischi del rientro di così tante persone in un paese ancora segnato da violenze e caratterizzato da un’elevata instabilità politica. A questo si aggiunge la questione dei circa 190.000 bambini nati dai salvadoregni cui era stato riconosciuto lo status di protezione e che sono cittadini regolari per essere nati sul suolo statunitense. 

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17 luglio 2019

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