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​Esperimento
coraggioso e audace

Un esperimento audace, coraggioso ed inedito: la prima Giornata delle Catacombe, organizzata per il 13 ottobre dai responsabili della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, l’istituzione che, sin dal 1852, si occupa della custodia, della salvaguardia e della tutela delle catacombe cristiane dislocate nel territorio italiano.

Museo delle Sculture di San Sebastiano (Roma)

Il progetto consiste, innanzitutto, nell’accesso gratuito al pubblico di ben dodici complessi monumentali paleocristiani. L’apertura non riguarda solo le catacombe normalmente visitabili, come quelle di San Callisto, di San Sebastiano, di Domitilla, di Priscilla, di Sant’Agnese e dei Santi Pietro e Marcellino, ma anche alcuni monumenti meno noti, come quelli di Pretestato, con lo splendido museo rinnovato e la spelunca magna che porta alla tomba del martire Gennaro; del museo della Torretta, una delle esposizioni dell’arte tardoantica più ricca e sofisticata della città; del museo di san Sebastiano appena inaugurato, e con un nuovo allestimento; del museo di Domitilla, arricchito da una collezione dedicata a Il mito, il tempo, la vita; delle catacombe di San Pancrazio a Monteverde; delle catacombe e della splendida basilica di Sant’Alessandro sulla via Nomentana; del cimitero di San Lorenzo al Verano, appena ripristinato.

Durante la giornata verranno aperte mostre, si terranno tavole rotonde, si svolgeranno laboratori didattici ed eventi musicali, per concludere con la celebrazione liturgica, presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, nella basilica di San Sebastiano sull’Appia.

La finalità di questa prima Giornata è indicata dal titolo Dal buio alla luce : si tratta di “rimettere in luce” un patrimonio davvero unico e prezioso quanto suggestivo, che ci trasmette, se si sa ascoltare, un messaggio luminoso di vita, di speranza, di sguardo sereno sul futuro ma anche di testimonianza coraggiosa, di coerenza, di fedeltà.

Lo aveva già eloquentemente affermato Paolo VI, a cui è dedicata la mostra della tricora occidentale di San Callisto, nella splendida omelia pronunciata nella basilica dei Santi Nereo e Achilleo di Domitilla il 12 settembre del 1965. Così Paolo VI celebrava il valore delle catacombe: «Per noi le catacombe sono il ricordo d’una lunga storia di nascondimento, di impopolarità, di persecuzione, di martirio, a cui la Chiesa nei primi secoli del Cristianesimo fu sottoposta, a Roma e in tante parti del suo Impero; e nello stesso tempo sono il quadro e il ricordo d’una intimità religiosa, personale e collettiva, estremamente bella e feconda, d’una tranquilla ed umiliata professione di fede, che sarà per sempre esemplare nei secoli successivi e di un’invincibile convinzione che Cristo è la verità, Cristo è la salvezza, Cristo è la speranza, Cristo è la vittoria».

Alla vigilia della canonizzazione di Paolo VI e del martire monsignor Romero la visita alle catacombe romane ci riporterà, così, alle sorgenti dell’esperienza cristiana e ci ricorderà il valore della testimonianza nel cammino quotidiano della fede.

di Pasquale Iacobone

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16 ottobre 2018

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