Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Esiste la donna?

Umberto Boccioni «Visioni simultanee»

Prima di affrontare quello che è un nuovo e urgente tema attuale — e cioè quale può essere oggi il posto della donna nella società, nella famiglia, nella Chiesa — è necessario domandarsi in che cosa consista la specificità femminile. Negli ultimi due numeri del nostro mensile, lo abbiamo fatto approfondendo la maternità nelle sue accezioni sociali, non solo biologiche, cioè come capacità di cura e come forza di riconciliazione. Con questo numero ci domandiamo in cosa consiste la differenza femminile, realtà nella quale noi crediamo e che difendiamo da ideologie che ritengono di poter ottenere la libertà solo negando ogni differenza. Esiste una differenza antropologico-culturale, creata da millenni di emarginazione delle donne nella sfera privata, ma che ha affinato caratteristiche di certo non spregevoli, ma che anzi costituiscono un importante valore sociale e spirituale. La filosofa francese Camille Froidevaux-Metterie propone un femminismo che non cancelli queste specificità, ma che al contrario le valorizzi e le renda desiderabili e praticabili anche per la parte maschile dell’umanità. Pensa cioè che le donne non debbano percorrere la strada dell’uguaglianza diventando «uomini come gli altri», ma che possano arricchire le caratteristiche femminili con le qualità finora ritenute maschili, ma anche si augura che lo stesso accada per gli uomini. Cioè vede l’uguaglianza non come una mutilazione, ma come a un arricchimento. La nuova e radicale lettura dei vangeli che propone Maria dell’Orto riporta all’origine della rivoluzione delle donne, cioè all’atteggiamento che Gesù ha mostrato verso di loro, alle parole che ha loro rivolto: un’immagine sotto gli occhi di tutti, ma che per secoli non si è voluta vedere in società fortemente patriarcali. Società che anche dal punto di vista scientifico hanno sempre letto la differenza come una conferma dell’inferiorità femminile, e che fino a tempi recentissimi hanno pensato anche la medicina e la farmacologia solo in funzione degli uomini. E pensare che già nell’Antico Testamento, nel libro di Ruth, una genealogia al femminile ha rovesciato secoli di potere patriarcale. (lucetta scaraffia)

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

09 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE