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Esame di greco

· ​L’Eurogruppo valuta il piano presentato da Tsipras ·

Riduzione della spesa ma anche misure sociali

Alla fine è arrivato. Il piano del primo ministro greco, Alexy Tsipras, con cui Atene chiede all’Eurogruppo il prolungamento dei prestiti di altri quattro mesi, è all’esame di Bruxelles da questa notte, e viene valutato dai creditori internazionali (di trojka non si parla più, ma sempre di Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea si tratta) come un buon punto di partenza, anche se la chiave per un giudizio positivo sarà la pronta applicazione degli impegni. Questi, peraltro, prevedono solo due delle misure sociali annunciate in campagna elettorale da Tsipras: la possibile estensione del salario minimo — ma dopo una consultazione con l’Unione europea — e buoni pasto-energia per i poveri. Atene si impegna ad andare avanti con le privatizzazioni già avviate, con la revisione dell’iva e con la lotta all’evasione fiscale. Parte poi la spending review: meno ministeri, consulenti e benefit politici. La sanità sarà comunque garantita per tutti. Secondo l’ufficio del primo ministro greco, la lista contiene, oltre alle misure suddette, riforme della sicurezza sociale e provvedimenti contro la “crisi umanitaria” (così definita da Atene) provocata dall’austerità.

La Grecia si impegna inoltre a far sì che gli interventi a contrasto della crisi non abbiano «effetti fiscali negativi e ad avere banche che siano gestite sulla base di solidi principi bancari e commerciali». Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, non si è espresso sulla lista di riforme, sottolineando solo che si tratta di un primo passo. «Spetta alle istituzioni ora pronunciarsi», ha precisato Dijsselbloem.

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26 maggio 2019

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