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Ero forestiero

· I vescovi del Belgio sul dovere dell’accoglienza ·

«“Ero forestiero e mi avete accolto”, dice Gesù nel Vangelo (Matteo, 25, 35). Come cristiani, quindi, è nostro dovere evangelico essere al fianco di coloro che soffrono». È quanto ribadiscono i vescovi del Belgio in un opuscolo diffuso in questi giorni sul tema delle migrazioni. 

Un argomento particolarmente scottante nel Paese, soprattutto dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, quando i riflettori delle indagini si sono accesi proprio sul Belgio, da sempre meta di grandi flussi migratori e rivelatosi anche come uno dei principali crocevia del terrorismo fondamentalista.

«Vivere insieme con rifugiati e migranti, nostri fratelli e sorelle» è il titolo della pubblicazione, in cui i presuli ricordano ai cristiani il dovere evangelico di essere dalla parte di coloro che soffrono e, al contempo, richiedono alle istituzioni una politica migratoria coerente e sostenibile. «Assieme a Papa Francesco — continua il documento — anche noi vescovi siamo preoccupati per la sorte delle persone che sono state costrette a venire in Belgio senza alcun punto di riferimento, senza accompagnamento o prospettive future». Di qui, il richiamo all’esortazione apostolica Evangelii gaudium in cui il Pontefice esorta tutti i Paesi a «una generosa apertura che, invece di temere la distruzione dell’identità locale, sia capace di creare nuove sintesi culturali». Si tratta, ribadiscono i presuli, «di mettere a punto una politica e un atteggiamento che rendano il nostro pianeta una “casa comune” per tutti».

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11 dicembre 2019

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