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Erdoğan perde Ankara
e forse Istanbul

· Ma l’Akp resta il primo partito in Turchia ·

Nelle amministrative di ieri in Turchia, l’ennesimo successo elettorale del Partito giustizia e sviluppo (Akp), del presidente, Recep Tayyip Erdoğan, è stato oscurato dalla vittoria dell’opposizione ad Ankara e da un inatteso testa a testa a Istanbul. Secondo i risultati non ancora definitivi riportati stamani dall’agenzia di stampa ufficiale Anadolu, ad Ankara ha vinto con il 50,9 per cento dei voti Mansur Yavaş, candidato del Partito repubblicano del popolo (Chp), principale formazione dell’opposizione turca. Il candidato sindaco dell’Akp, Mehmet Özhaseki, si è invece fermato al 47 per cento. Ma Fatih Şahin, segretario generale del partito Akp, ha dichiarato di avere «individuato voti nulli e irregolarità in molti dei 12.158 seggi» della capitale. «Faremo valere i nostri diritti e non consentiremo venga alterata la volontà dei nostri cittadini ad Ankara», ha aggiunto. Caos anche a Istanbul, dove stamane il conteggio dei voti per l’elezione del nuovo primo cittadino, che era ricominciato dopo essere rimasto fermo per tutta la notte, è stato interrotto a seguito di numerose contestazioni. Lo ha reso noto la Commissione elettorale suprema, senza chiarire quando lo scrutinio sarà completamento nella città sul Bosforo.

Secondo gli ultimi dati riportati dai media ufficiali, il candidato sindaco del Chp, Ekrem İmamoğlu, ha ottenuto almeno 4.159.650 voti, contro i 4.131.761 del candidato dell’Akp, l’ex primo ministro Binali Yildirim. A livello nazionale, la coalizione di Erdoğan resta sopra il 50 per cento, anche se in calo. L’ Akp del presidente è ancora il primo partito, con circa il 45 per cento, facendosi forte anche del 6 per cento abbondante ottenuto dagli alleati nazionalisti del Mhp.

Buono, comunque, il risultato delle opposizioni. Il socialdemocratico Chp è infatti sopra il 30 per cento dei consensi e in coalizione con il partito Iyi (di centro-destra) si avvicina al 40 per cento.  

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22 ottobre 2019

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