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Erdoğan chiede unità

· Dopo la strage di Istanbul ·

Nel suo primo discorso pubblico dalla strage di Capodanno nella discoteca Reina di Istanbul, il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha detto oggi che «il paese, messo alla prova dal terrorismo, saprà reagire come una nazione sola». «Lo scopo principale degli attacchi — ha aggiunto — è quello di distruggere il nostro equilibrio, di metterci gli uni contro gli altri, ma noi non cederemo mai a questo disegno e reagiremo». 

Poliziotto turco davanti al luogo dell’attentato (Ap)

Sul fronte delle indagini, pare sia stata accertata l’identità dell’autore della massacro. Lo ha confermato stamane il ministro degli esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu. É stato quindi del tutto scagionato il ventottenne kirghizo Iakhe Mashrapov, scambiato ieri per il killer. Il ministro non ha fornito il nome dell’attentatore, nè altri dettagli sulla persona identificata, che è ancora in fuga e ricercata dalla polizia. L’agenzia Anadolu ha detto che finora oltre 40 persone sono state fermate nell’ambito delle indagini sull’assalto armato, rivendicato dal cosiddetto stato islamico (Is), alla discoteca Reina, che ha provocato 39 morti e oltre sessanta feriti. In base agli investigatori, l’attentatore — che secondo il quotidiano turco «Yeni Safak» userebbe il nome in codice di Abu Muslim Horasani — è arrivato a Istanbul con la moglie due settimane prima dell’attacco. La notte dell’attentato, l’uomo ha cambiato otto taxi prima di arrivare alla discoteca Reina con due zaini, uno più grande, in cui nascondeva l’arma automatica usata per l’attacco, e uno più piccolo. Ha poi lasciato uno degli zaini nell’ultimo dei taxi presi per arrivare al locale. Dopo avere perpetrato la carneficina, il terrorista si è diretto nelle cucine, dove si è cambiato il soprabito per potersi mescolare tra la gente in fuga. Il parlamento di Ankara ha frattanto deciso di estendere di altri 3 mesi lo stato d’emergenza, in vigore dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio scorso.

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18 settembre 2019

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