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​Erdoğan annuncia nuove operazioni in Siria

· Oltre 200.000 civili in fuga dopo la conquista turca di Afrin ·

Civili in fuga da Afrin devastata dai combattimenti (Epa)

 Dopo Afrin, la Turchia «è pronta ad agire militarmente per cacciare i curdi dal resto del nord della Siria e il Pkk [il partito dei lavoratori del Kurdistan] dal nord dell’Iraq». Così si è espresso ieri il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, poche ore dopo l’entrata delle truppe di Ankara ad Afrin, la città capoluogo della regione curda da mesi assediata. «Conquistando il centro di Afrin abbiamo compiuto il passo più importante. Continueremo con Manbij, Kobane, Tal Abyad, Rasulayd e Qamishli, fino all’eliminazione totale del “corridoio del terrore” nel nord della Siria» ha aggiunto Erdoğan, sostenendo che a due mesi dall’inizio dell’operazione militare “Ramoscello d’ulivo” circa 3600 miliziani curdi sono stati «neutralizzati» (cioè uccisi, feriti o fatti prigionieri).

Il vice primo ministro turco, Bekir Bozdağ, ha spiegato che i militari lasceranno la regione soltanto quando «sarà completamente liberata dai terroristi: non resteremo qui in modo permanente. Non siamo degli occupanti». Poi ha aggiunto: «Faremo tutto il necessario per riportare la vita alla normalità e per ricostruire le infrastrutture».

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