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Erano meravigliati di vedere la regina accanto a me

· ​Francesca Cabrini e l’Expo di ieri e di oggi ·

Nell’Expo che si tenne dal 28 aprile all’11 novembre 1906 a Milano si celebravano «i successi dell’industria italiana proiettata verso l’Europa e il mondo, mostrando un’immagine nuova, moderna e di un’Italia che cresceva, proiettata verso il futuro di cui il traforo ferroviario del Sempione era uno dei simboli più lampanti».

Madre Francesca Cabrini, che era in quel momento occupatissima dalle sue fondazioni e pure assillata da tante situazioni dolorose, tra le quali il nuovo orfanotrofio di New Orleans, decise di parteciparvi. Lei stessa spiega al vescovo di Lodi, monsignor Giovanni Battista Rota, che era stato l’arcivescovo di Milano, il cardinale Andrea Carlo Ferrari, a suggerirle di presentare le opere realizzate in favore degli emigranti italiani, nel Padiglione dedicato al lavoro degli italiani all’estero.

Infatti nel febbraio 1906 il giornale ufficiale del Comitato esecutivo dell’Esposizione così annunciava il varo della mostra degli italiani all’estero: «Fra le più geniali proposte accolte devesi menzionare quella che dia campo ai milioni di italiani stabilitisi all’estero, o di là rimpatriati, di far conoscere e apprezzare alla patria tutta l’opera loro fuori dei confini».

una fotografia della mostra «Alla mensa del Pane e della Parola»

L’intenso lavoro di madre Cabrini e l’operosità delle sue missionarie permise così che si potesse avere all’Expo uno spazio per esporre le opere prodotte dagli immigrati italiani negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Francia, Inghilterra, Spagna e Centro America.

L’Esposizione fu inaugurata il 28 aprile 1906, ma madre Cabrini vi giunse in giugno e scrisse a madre Diotti, il 27: «Prima di tutto ho gridato tanto col Comitato dell’Esposizione fino a che ci hanno conceduto un altro pezzetto di posto e dopo tre o quattro giorni al mio arrivo, mentre stavamo regolando i lavori venne il Presidente dell’Esposizione, il Commendatore Celeria a dire che la Regina Madre in pochi minuti sarebbe stata da noi a visitare la mostra e che io dovevo fare gli onori di Casa. Venne infatti, visitò minutamente tutto meravigliandosi dei belli e svariati lavori e delle curiosità, mi chiese se ero io la cugina di Depretis e quella che sostiene il Magistero di Roma, dicendo che la Somaglia gliene parla frequente e sa che è un’opera bella. Il seguito di principi, marchesi e conti milanesi erano meravigliati a vedere la Regina tanto familiare con me e, mentre andava negli scomparti degli altri, venivano a pregarmi di seguirla; io però mi sono scusata per non farlo. Non par vero, vengono persino da lontani Paesi per visitare il nostro scomparto che interessa tante persone».

Oggi le Missionarie di Madre Cabrini non avranno uno spazio nell’Expo di Milano 2015, ma celebreranno l’avvenimento con la mostra «Alla mensa del Pane e della Parola», che sarà allestita a Codogno e itinerante in altre aree dell’Expo fuori la città di Milano. La mostra vuole illustrare la missione cabriniana dell’Africa, dove le missionarie hanno realizzato, nello spirito del Vangelo, ciò che propone il tema dell’Expo 2015: Nutrire il Pianeta, energia per la vita.

La mostra mette in luce come l’opera di evangelizzazione comprende la difesa della vita che significa: promuovere la dignità delle persone, con la luce della fede, la parola di Dio, ma anche creare condizioni migliori di vita, portando la luce elettrica, la possibilità dell’istruzione per migliaia di bambini.

Con l’acqua dei Sacramenti nella catechesi e nell’istruzione religiosa, ma anche scavando i pozzi, perché tutti possano dissetarsi, per irrigare l’orto, per migliorare le condizioni igieniche e curare la salute.

di Maria Barbagallo

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18 marzo 2019

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