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Episcopati americani con i migranti e rifugiati

· Un appello unitario da Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Panama, Honduras e Guatemala ·

Un appello ai Governi affinché si assumano la responsabilità della tutela giuridica dei migranti, compresi coloro che cercano lavoro, i richiedenti asilo, i rifugiati e le vittime della tratta di esseri umani, è stato lanciato dai vescovi cattolici del Nord e del Centro America e dei Caraibi, responsabili della pastorale dei migranti, nel corso di un incontro svoltosi in Costa Rica. I presuli, che rappresentavano le Conferenze episcopali di Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Panama, Honduras e Guatemala, il Consiglio episcopale latinoamericano e Caritas Internationalis si sono riuniti per esprimere solidarietà e preoccupazione per la situazione degli immigrati in quell'emisfero.

«Chiediamo particolare tutela per le famiglie, le donne e i bambini. Purtroppo — si legge in un messaggio — continuiamo a essere testimoni di grande sofferenza tra i migranti nei nostri Paesi, i quali sono vittime di sfruttamento e abusi da parte di funzionari pubblici, datori di lavoro senza scrupoli e organizzazioni criminali».

Nella riunione, i vescovi hanno affrontato diverse tematiche, compresa la crescente violenza contro i migranti e il rapimento degli stessi da parte della criminalità organizzata, l'aumento dei rimpatri forzati tra Stati Uniti e Messico, la tragedia della tratta di esseri umani, la disuguaglianza economica, gli effetti della globalizzazione e le crescenti minacce agli agenti della pastorale per i migranti.

Pur riconoscendo il diritto delle nazioni sovrane a emanare leggi, i vescovi considerano «ingiuste e disumane, e quindi bisognose di un cambiamento, quelle leggi che provocano la separazione delle famiglie migranti, la detenzione arbitraria e le minacce alla vita». Queste conseguenze — prosegue il testo — si riflettono con l’escalation della violenza. Il drammatico aumento di rapimenti e omicidi di migranti, in Messico, a opera di organizzazioni criminali esigono una risposta urgente. Il massacro di settantadue persone a Tamaulipas, in Messico, nel 2010, e la recente scoperta di duecento cadaveri, nel nord del Paese, rappresentano tragedie orribili che hanno ricevuto poca attenzione da parte delle autorità. I migranti che sono stati rapiti e poi rilasciati hanno subito gravi traumi e non hanno ricevuto alcuna attenzione e cura. «Chiediamo ai nostri Governi — si sottolinea nel messaggio — di lavorare insieme per ridurre questo pericolo per i migranti e di punire i responsabili».

I presuli hanno ribadito ancora una volta che «il Governo degli Stati Uniti ha espulso un numero record di immigrati negli ultimi due anni, nonostante le richieste della Chiesa cattolica a lavorare per una riforma delle leggi sull'immigrazione, che includa la legalizzazione dei lavoratori sprovvisti di documenti e per le loro famiglie. Chiediamo al Governo degli Stati Uniti — scrivono i vescovi — di cambiare rotta e di proteggere gli immigrati e le loro famiglie, indipendentemente dal loro status migratorio».

Infine, è stata sottolineata la disparità di trattamento delle fasce sociali: i presuli sostengono che la soluzione per la migrazione è lo sviluppo delle opportunità economiche in tutto l'emisfero, affinché le famiglie possano trovare lavoro e vivere dignitosamente nei loro Paesi di origine. Più attenzione deve essere prestata a questa iniquità economica, soprattutto quando si tratta di integrazione economica e di accordi. Questi ultimi favoriscono alcuni settori economici, ma ne escludono altri. «I Governi — conclude la Chiesa d’America — devono fornire investimenti sociali, prestando attenzione alla creazione di posti di lavoro, e soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria, istruzione e previdenza sociale. Come pastori continueremo a difendere i diritti dei migranti e a dare voce alle loro esigenze».

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