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Entra nel vivo
il nuovo Governo May

· Definiti gli ultimi dettagli della lista dei ministri ·

Entra nel vivo il lavoro del nuovo Governo britannico di Theresa May, che ieri ha completato il quadro delle nomine e chiarito le linee chiave della sua futura azione, soprattutto per quanto riguarda la Brexit. May ha avuto diverse conversazioni telefoniche con i leader dell’Unione europea nelle quali ha fatto presente la necessità di rispettare la volontà del popolo britannico di uscire dall’Unione, ma ha chiesto anche «più tempo per avviare i colloqui e preparare i negoziati».

Sono otto le donne che occupano posizioni di rilievo nel nuovo Governo britannico. Nel precedente gabinetto, guidato da David Cameron, il loro numero si fermava a sei. Si è tuttavia ancora lontani dall’obiettivo della metà del totale, essendo 25 i membri a pieno titolo dell’Esecutivo. Cresciuto comunque anche il peso specifico dei dicasteri assegnati loro: oltre alla poltrona di primo ministro e a quella di titolare dell’Interno (Amber Rudd), sono andate a figure femminili la Giustizia (Liz Truss), lo Sviluppo Internazionale (Priti Patel), l’Istruzione (Justine Greening), Cultura, Media e Sport (Karen Bradley), Ambiente e Agricoltura (Andrea Leadsom) e i rapporti con la Camera dei Lord (Natalie Evans). Tutte sono state promosse da incarichi inferiori o da fuori dal Governo, mentre una sola ministra del Governo Cameron, Theresa Villiers, è stata sostituita da un uomo, avendo lasciato il dicastero per l’Irlanda del Nord a James Brokenshire, già numero due della May al ministero dell’Interno. Leadsom, Patel e la baronessa Evans sono state attive nella campagna referendaria a favore della Brexit.

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