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​Ennesimo orrore firmato Boko Haram

· ​Oltre trenta morti e ottanta feriti in un attentato suicida nel nord-est della Nigeria ·

Il mercato di Yola dove ha avuto luogo la strage (Reuters)

Sono 32 i morti accertati e oltre ottanta i feriti dell’ennesima strage provocata nel nord-est della Nigeria ieri sera da un attentato suicida, con modalità che non lasciano dubbi sulla responsabilità di Boko Haram. Teatro del massacro è stato un affollato mercato di Yola, la capitale dello Stato dell’Adamawa, già insanguinata in passato da analoghe azioni del gruppo jihadista. L’esplosione è avvenuta in uno spiazzo che funge da parcheggio dei camion e in cui si svolge ogni giorno un mercato di bestiame. Nell’area si trovano anche un ristorante all’aperto e una moschea. L’attentato è stato perpetrato il giorno dopo la visita a Yola del presidente nigeriano Mohammadu Buhari, il quale aveva dichiarato che Boko Haram «è a un passo dall’essere sconfitto», chiedendo peraltro ai militari di accrescere l’impegno sul campo per conseguire questo risultato. Secondo uno schema di feroce determinazione con somiglianze in tutti gli scenari del mondo, Boko Haram prende di mira le popolazioni civili nei luoghi della loro pacifica convivenza. In Europa i bersagli sono stati metropolitane, stadi, ristoranti e sale da concerto. Nel Vicino oriente come in Africa, questa ferocia si scatena di solito contro i mercati e contro le stazioni dei mezzi di trasporto pubblico, oltre che contro i luoghi di culto, chiese e soprattutto moschee. 

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