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Ennesimo attacco ai cristiani
in Burkina Faso

· Il dolore del Papa per la morte di un prete cattolico e di cinque fedeli ·

Papa Francesco ha manifestato dolore per l’attacco avvenuto ieri mattina nella chiesa cattolica Beato Isidore Bakania di Dablo, nel nord del Burkina Faso, e ha espresso la sua vicinanza ai famigliari delle sei vittime: «Il Papa prega per le vittime, per i loro familiari e per tutta la comunità cristiana del Paese» ha reso noto via Twitter la Sala stampa della Santa Sede.

Ieri, nella chiesa della città era appena terminata la liturgia quando un gruppo di venti presunti jihadisti, a bordo di motociclette, ha fatto irruzione nell’edificio. Gli attentatori, raggiunto il parroco, Sime’on Yampa, lo hanno colpito con diversi colpi di arma da fuoco. E dopo aver fatto sdraiare a terra i fedeli presenti, ne hanno colpiti cin que, uccidendoli. I funerali del parroco sono previsti per oggi. Il vescovo di Kaya Théophile Nare, commentando l’accaduto, ha sottolineato il «sacrificio finale» del trentaquattrenne sacerdote, incaricato della promozione del dialogo interreligioso tra le comunità locali. Per ora, nessuno degli svariati gruppi jihadisti del paese ha avanzato rivendicazioni. Vi sono, tuttavia, analogie fra l’attacco di ieri e quello avvenuto domenica 28 aprile a Silgadj, nella provincia di Soum: in quel caso, gli attentatori avevano fatto irruzione nella chiesa protestante uccidendo il pastore e cinque fedeli. Ed è ancora vivo il ricordo dello scorso 5 aprile quando, durante la via Crucis nella chiesa cattolica di Dori, alcuni jihadisti hanno ucciso quattro fedeli. Nella stessa diocesi, quindici giorni prima era scomparso il parroco, Joel Yougbaré, senza lasciare alcuna traccia. Da quattro anni, il Burkina Faso, tra i paesi più poveri al mondo, fronteggia gli attacchi di gruppi jihadisti locali. A tal punto che, assieme a Niger, Ciad, Mali, e Mauritania, il paese ha preso parte al «gruppo g5 del Sahel», che ha proprio l’obiettivo di prevenire questi attacchi. Nonostante l’impegno, tuttavia, gli scontri sono in aumento.

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26 gennaio 2020

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