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Endecasillabi
per un sì

Lei era una bambina che qualunque collina

avrebbe voluto avere come sole.

Da tempo immemorabile era bella.

E più che una bambina era una stella.

Più che una stella era qualunque cosa.

Più di qualunque cosa era amorosa,

più di qualunque amore decorosa:

di tutto l’universo era la sposa.

Ma era troppo piccola: una rosa

che sboccia appena, come ogni creatura

sospesa tra l’eterno e la paura

dei giorni che dei sogni sono mura.

Le mura di chi è nato e non gli è dato

capire più di quanto del creato

gli venga in uno spazio costruito

e dentro un tempo già determinato.

Aldo Nove

Maria e le nonne

«Un attimo assoluto. Era compiuto / il disegno. Tu lo avevi voluto», scriveva dieci anni fa Aldo Nove, pseudonimo di Antonello Satta Centanin, in un poemetto dedicato alla Madre di Dio, Maria (Torino, Einaudi, 2007, pagine 42 euro 8). All’epoca fece scandalo; in pochi compresero la scelta coraggiosa e controcorrente di uno scrittore etichettato come “cannibale” di rendere omaggio alla memoria di sua nonna Virginia, contadina friulana profondamente cristiana — «ignorante, dolcissima e cattolica» scrive il nipote ricordandola — con una poesia, per giunta in rima, di un genere tanto desueto ed esplicitamente religioso come l’innografia mariana. «Non ho mai avuto un’occasione vera di parlare con lei — scriveva Aldo Nove presentando il libro — Pure, di lei, così lontana da me, ho un ricordo molto dolce. Di lei, della sua casa spartana e sempre pulita, dei suoi rosari (che da quindicenne tanto mi annoiavano). Ho pensato di dedicarle una poesia, che poi è diventata un poemetto» in cui con ritmo serrato, arcaico, alla Jacopone da Todi viene descritta la portata universale, cosmica, di un gesto intimo e segreto, ma capace di cambiare la storia. È interessante notare come proprio una festa mariana — le celebrazioni per l’Assunta a Cleveland, in Ohio, il 15 agosto 1953 — sia il fulcro narrativo del romanzo La fine di Salvatore Scibona (Roma, 2011, Editore 66th and 2nd, pagine 389, euro 20) salutato dai critici come il miglior debutto letterario americano degli ultimi anni. Anche nel caso di Scibona, l’ispirazione è nata dal ricordo della nonna italiana, una donna semplice che aveva però un grande amore per il linguaggio e la parola scritta.

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13 dicembre 2017

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