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Emergenza
sulla rotta balcanica

· Più di 9.000 tra migranti e rifugiati bloccati alla frontiera tra ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Grecia ·

Più di 9.000 tra migranti e rifugiati sono bloccati alla frontiera tra la ex Repubblica jugoslava di Macedonia e la Grecia. Si fa sempre più critica la situazione sulla cosiddetta rotta balcanica, una delle principali vie di accesso all'Europa centrale da parte di migranti e rifugiati.

Ed è in programma per l’inizio di marzo un vertice tra i Paesi coinvolti (Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Grecia, Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia) e la Turchia, considerata un alleato chiave per la gestione dell’emergenza. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha espresso oggi «preoccupazione per le recenti pratiche restrittive adottate in un certo numero di Paesi europei», che infliggono «disagi eccessivi a rifugiati e richiedenti asilo» e che «stanno creando caos in diversi punti delle frontiere intra-europee». Ieri, infatti, con un voto a tarda notte, il Parlamento sloveno ha dato il via libera all’impiego dell’esercito al confine per aiutare la polizia nel controllo del flusso di arrivi. Il provvedimento è stato approvato poco prima della mezzanotte, dopo nove ore di dibattito, con 69 voti favorevoli e cinque contrari. Il voto autorizza i soldati a svolgere funzioni di polizia per i prossimi tre mesi. I reparti di soldati sono già dispiegati sul confine da una settimana e al momento non è previsto l’aumento del loro numero.

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16 luglio 2019

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