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Emergenza sudsudanese

· Fame e malattie continuano a mietere vittime ·

Nei campi profughi situazione ormai al collasso

Peggiora drammaticamente la situazione nei campi profughi del Sud Sudan, sempre più affollati di civili in fuga dai combattimenti. Fame e malattie — soprattutto una epidemia di colera — stanno uccidendo un numero crescente di persone.

Per rispondere con urgenza alla grave crisi sanitaria in questi campi, ormai al limite del collasso, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’Unicef, Medici senza frontiere e altre organizzazioni umanitarie hanno istituito una task force in collaborazione con il ministero della Sanità sudsudanese. Il timore più grande è che il colera — una patologia che può portare alla morte in poche ore se non adeguatamente trattata — aggravi ulteriormente le difficoltà di un sistema sanitario già debole, che deve fronteggiare anche altri problemi come la malnutrizione, il morbillo e la malaria. «Il rischio di un’ulteriore diffusione di malattie è una delle principali preoccupazioni. E con l’arrivo della stagione delle piogge, è realistico aspettarsi un aumento anche della malaria e di altre malattie legate all’acqua» spiega l’Organizzazione mondiale della sanità. Gli operatori umanitari sono già al lavoro, ma servono fondi per rispondere ai bisogni crescenti di quattro milioni e mezzo di persone che necessitano di assistenza sanitaria. A ciò bisogna aggiungere la grave crisi alimentare, con oltre metà della popolazione che, a causa delle violenze, è praticamente alla fame.

Il conflitto in Sud Sudan — che solo pochi giorni fa ha celebrato il quinto anno di indipendenza da Khartoum — dura ormai da dicembre del 2013 e ha causato oltre 10.000 vittime, costringendo più di due milioni di persone alla fuga.

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14 ottobre 2019

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