Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Emergenza sanitaria ad Haiti

· ​L’Oms chiede nove milioni di dollari per fronteggiare la situazione ·

Sono 477 casi di colera segnalati negli ultimi quattro giorni

Port-au-Prince, 15. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato ieri un appello ai donatori per ricevere nove milioni di dollari destinati alle operazioni di emergenza sanitaria ad Haiti dopo il passaggio dell’uragano Matthew che ha devastato la parte sud-occidentale del paese.

Distribuzione di aiuti a Jeremie una delle zone più colpite dall’uragano (Reuters)

Degli oltre 2,1 milioni di haitiani colpiti dall’uragano, circa 750.000 hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, tra cui più di 175.500 che vivono in rifugi temporanei. Secondo l’Oms, tra le principali minacce c’è soprattutto quella di malattie diarroiche acute, tra cui il colera. In un comunicato, l’organizzazione delle Nazioni Unite precisa che il 75 per cento degli impianti di trattamento del colera nelle zone meridionali sono stati distrutti, mentre i sistemi di distribuzione dell’acqua nelle principali città di Jeremie e Les Cayes sono ormai in rovina. Fonti non ufficiali citate nel comunicato indicano che circa 477 casi sospetti di colera sono stati segnalati negli ultimi quattro giorni.

Proprio oggi sull’isola si recherà il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che incontrerà le autorità locali e sorvolerà con l’elicottero le zone più colpite dall’uragano, che ha fatto almeno 500 vittime.

In questo clima, come annunciato ieri, gli haitiani saranno chiamati alle urne per le elezioni presidenziali, il prossimo 20 novembre; la consultazione si sarebbe dovuta tenere inizialmente il 9 ottobre. Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo e deve ancora fronteggiare le gravi conseguenze del terremoto del 2010, che causò oltre 200.000 vittime.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

09 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE