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​Emergenza rifugiati
nell’est della Siria

· Cinquantamila profughi in condizioni drammatiche ·

Profughi in fuga dal villaggio di Baghouz in Siria (Afp)

Almeno 84 persone — due terzi dei quali bambini con meno di cinque anni — hanno perso la vita da dicembre a oggi nell’est della Siria durante l’esodo dei civili dovuto ai combattimenti tra forze curdo-siriane e i jihadisti del sedicente stato islamico (Is) per raggiungere il campo profughi di Al-Hol, nella regione di Hasake. Lo ha documentato il rapporto dell’Onu reso noto stamane, che conferma che il flusso di profughi prosegue da settimane e che al momento nel campo si contano circa 50.000 persone. Negli ultimi giorni si sono registrati 13.000 arrivi, per lo più donne e bambini.

L’Onu denuncia la gravità delle condizioni umanitarie e sanitarie in cui versa la maggioranza dei profughi, spiegando che tra questi si contano mogli e figli di jihadisti arresisi alle forze curde.

I profughi provengono dalla zona di Baghouz, piccolo agglomerato di case e terreni sulle rive dell’Eufrate, poco distante dai confini con l’Iraq, sotto offensiva delle forze siriane perché rappresenta quanto rimane di quello che un tempo era chiamato il “Califfato” e che aveva occupato metà del territorio di Siria e Iraq.

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