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Emergenza continua

· Ricollocamenti e accordo con la Turchia al vertice dei leader europei su immigrati e profughi ·

Dopo la chiusura della rotta balcanica riprendono le traversate nel Canale di Sicilia

Mentre, dopo la chiusura della rotta balcanica, si riapre quella attraverso il Mediterraneo — con oltre 2500 persone salvate in meno di 48 ore al largo della Libia, ma anche con altre vittime, almeno tre — a Bruxelles l’Europa tenterà ancora di trovare una soluzione all’emergenza immigrati e profughi. 

Operazioni di salvataggio di migranti nel Canale di Sicilia (Reuters)

E nell’agenda dei leader dell’Unione che si riuniranno dal pomeriggio di oggi, giovedì, oltre all’irrisolta questione dei ricollocamenti, c’è l’ipotesi di accordo con la Turchia. Un accordo che, come spiegato alla vigilia dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, deve basarsi su tre principi: «Primo, deve essere accettabile per tutti Paesi Ue e per la Turchia. Secondo, deve rispettare tutte le norme del diritto internazionale. Terzo, deve aiutare in modo efficace a gestire la crisi. Solo se lavoriamo tutti assieme in modo coordinato possiamo arrivarci».

In generale il clima è di grande cautela. Nessuno vuole sbilanciarsi troppo. In un’intervista il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato che «la Turchia non è matura per l’ingresso nell’Ue. E io — ha aggiunto — credo non lo sarà neppure in dieci anni». Cionostante in mattinata ha sostenuto che «se tutto oggi va bene e la ragione prevale, sono piuttosto fiducioso sull’accordo». Tra gli ostacoli da superare c’è lo scoglio di Cipro, che minaccia il veto. «Ho incontrato il presidente cipriota Nikos Anastasiadis e credo che arriveremo a una soluzione», ha detto in proposito presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, a poche ore dall’inizio del vertice. Su tutto questo incombe la ripresa della rotta mediterranea. Quasi novecento migranti sono sbarcati stamane in Sicilia.

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21 maggio 2019

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