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Emancipata
dallo Spirito

· Meditazioni su Maria Maddalena apostola ·

Il decreto emesso il 3 giugno per desiderio di Papa Francesco, con il quale la celebrazione liturgica di santa Maria Maddalena è stata elevata al grado di festa al pari di quella degli apostoli, è destinato, senza dubbio, a segnare una svolta. L’«apostola degli apostoli», come la definisce san Tommaso d’Aquino, viene ufficialmente posta a «paradigma del compito delle donne nella Chiesa». Come delinearlo alla luce di quanto emerge dalla sua figura?

Maria Maddalena col vaso di unguento, statua gotica francese  del XIII secolo

Maria di Magdala è la donna che si sente guardata nel profondo, oltre le apparenze. L’incontro con il Maestro avviene su un piano che investe la sua parte più autentica, rimasta in ombra, ma subito suscitata non appena illuminata dallo sguardo di lui, elevata a un altro livello, quello delle nozze mistiche in cui l’anima viene vivificata dallo Spirito. Ogni elemento della narrazione rimanda a questo piano, che però non è disincarnato, bensì attivo proprio nella carne e nella psiche trasformando l’umanità. La santa, per tradizione identificata anche in Maria di Magdala e nella peccatrice (cfr. Luca, 7, 37-38), mette in luce molteplici valenze femminili che il Vangelo valorizza e rende irradianti sul mondo. Il Signore e Maestro non è turbato da lei, né dalle altre donne perché completamente libero di amarle, di accompagnarle verso la loro risurrezione. Anzi è sostenuto, seguito ovunque, fin sotto la croce. L’apostola annuncia che Gesù è risorto attraverso la propria vita, il proprio amore non più seduttivo, possessivo, ma limpido, luminoso, compassionevole. Questo è il passaggio chiave che apre alla vera misericordia, altrimenti l’annuncio diventa vuota rappresentazione di quello che dovrebbe essere, ma che non è.

Mettere a fuoco il valore del corpo, della vita terrena, come strumenti vivi dell’azione salvifica e santificante, è insieme rivalutare il femminile, all’interno della Chiesa sempre associato al corpo, al peccato e tenuto ai margini. La forza della risurrezione in atto passa nel qui e ora dove eterno e tempo convergono.

Le donne sono sollecitate quindi a riconoscere e far proprio il tracciato che si delinea attraverso la vita dell’apostola per incarnarlo. Dove non c’è vero amore fra uomini e donne l’umanità diviene sterile. Come sta accadendo nel mondo, sta accadendo nella Chiesa: poche nascite, poche vocazioni.

di Antonella Lumini

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23 agosto 2019

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