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Per eliminare lo stupro dall’arsenale
delle armi da guerra

· Summit a Londra ·

L’uso della violenza sessuale in guerra è una delle grandi ingiustizie del presente. Quel che conta non è il sesso, ma la violenza, il terrore, il potere e il controllo. Lo stupro commesso durante un conflitto è spesso considerato parte inevitabile della guerra, e quindi spesso passa impunito. Ma anche la guerra ha delle regole. Pertanto, proprio come il mondo potrebbe stabilire che le mine terrestri non devono trovare posto nei campi di battaglia, così deve anche decidere di porre fine alla violenza sessuale nei conflitti.

A Londra, dal 10 al 13 giugno, il ministro degli esteri del Regno Unito, William Hague, e l’inviata speciale delle Nazioni Unite, Angelina Jolie, ospiteranno un summit globale per porre fine alle violenze sessuali nei conflitti. Vi parteciperanno rappresentanti dei Governi, della società civile, delle forze militari, delle religioni e del mondo. Contemporaneamente, diversi eventi si svolgeranno in tutto il mondo.

Non sarà una conferenza di vuota retorica. Ai rappresentanti verrà chiesto di impegnarsi per un’azione concreta che aiuti a eliminare dal-l’arsenale delle crudeltà gli stupri e la violenza sessuale in tempo di guerra. Sarà un vertice diverso dagli altri, perché la violenza sessuale è un crimine diverso da tutti gli altri. Donne e uomini sono costretti a subirne l’orrore durante i conflitti in diverse parti del mondo, e per quanto possa essere scioccante, le vittime sono spesso ragazze e ragazzi giovanissimi. La violenza sessuale reca in sé una conseguenza corrosiva che dura per tutta la vita: vergogna ingiusta e distruttiva per le vittime e le loro famiglie.

Il Regno Unito, come altri Paesi, crede fermamente che ciò può – e deve – cambiare. Ma la terribile verità è che solo un numero limitatissimo di quanti commettono questi reati è stato portato in tribunale. Ancora di meno sono stati condannati.

Nigel Marcus Baker
Ambasciatore di Gran Bretagna
presso la Santa Sede

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25 gennaio 2020

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