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Elezioni legislative a settembre in Egitto

· Annunciata per venerdì una nuova manifestazione di protesta a piazza Tahrir ·

Il consiglio supremo delle forze armate ha annunciato le elezioni legislative per settembre, ma senza dare nessuna indicazione per quelle presidenziali, che qualche fonte di stampa ipotizza possano essere rinviate a giugno 2012. Una massiccia manifestazione venerdì prossimo in piazza Tahrir per «salvare la rivoluzione e proteggere le sue conquiste»: è stata la risposta immediata, in un comunicato dal tono polemico, della coalizione dei giovani del 25 gennaio.

«Ci accusano di appoggiare i Fratelli musulmani, altri di sostenere altre forze. È tutto falso», ha affermato il generale Ismail Ettman, nella conferenza stampa nella quale il suo collega Mamdouh Shahin — entrambi componenti del consiglio supremo delle forze armate — aveva appena annunciato le elezioni legislative. «Le forze armate appartengono a tutto l’Egitto e a tutto il popolo egiziano», ha sottolineato l’alto ufficiale. In risposta ai malumori circolati dopo l’irremovibile decisione dei militari di tenere il referendum del 19 marzo per far approvare gli emendamenti alla Costituzione studiati da una specifica commissione.

A favore ha votato il 77 per cento dei 18 milioni e mezzo di egiziani che per la prima volta nella storia del Paese sono andati a votare in massa (sia pure soltanto il 41 per cento dei 45 milioni di aventi diritto). E quel voto tutti ritengono sia venuto delle uniche forze politicamente organizzate, i Fratelli musulmani e i residui del vecchio regime, ai quali — ha detto qualcuno — i militari hanno fatto un regalo.

Ma è anche vero che del 77 per cento fa parte un numero consistente di moderati che non ha voluto attendere la scrittura della nuova Costituzione sollecitata dai rivoltosi per paura dell’instabilità e sperando che il Paese ricostruisca rapidamente la sua economia. Le difficoltà finanziarie si sono subito viste alla riapertura della Borsa del Cairo, dopo 55 giorni di chiusura, con un indice negativo del 10 per cento, poi risalito a valori positivi. I militari hanno annunciato anche l’approvazione e l’entrata in vigore della nuova legge per la formazione dei partiti politici, che rassicura i copti d’Egitto, perché vieta partiti su base religiosa. Ma anche l’abolizione delle leggi di emergenza, in vigore dal 1981, quando fu assassinato Sadat, prima delle legislative, e cioè entro settembre.

Intanto nello Yemen è salito ad almeno 150 il numero delle persone morte per l’esplosione di una fabbrica di munizioni a Jaar. Le vittime sono abitanti della città che cercavano di razziare munizioni nella fabbrica, che era stata depredata da ribelli separatisti legati ad Al Qaeda.

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