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Elezioni europee
sotto osservazione

· ​Dopo la vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi ·

Parlamentari europei a Strasburgo (Epa)

La vittoria di Donald Trump a pochi mesi dal successo del referendum in Gran Bretagna sulla Brexit può segnare un nuovo trend populista per l’Occidente? È la domanda che gli analisti politici si stanno ponendo dopo l’elezione del tycoon a presidente degli Stati Uniti. Dopo il campanello d’allarme del successo del partito anti immigrati Afd alle elezioni locali tedesche di settembre, sono diversi gli appuntamenti elettorali in Europa che vengono tenuti sotto osservazione. Il prossimo appuntamento sono le presidenziali austriache del 4 dicembre. La sfida è fra il verde indipendente, Alexander Van der Bellen, e il leader della destra populista, Norbert Hofer. Anche se la vittoria di Van der Bellen verrà confermata, rimane comunque l’importante dato politico di un voto che, per la prima volta, ha visto esclusi i due storici partiti austriaci, i socialdemocratici e i popolari. Il 15 marzo 2017 sono previste le elezioni politiche in Olanda, paese in cui la destra populista, euroscettica e anti immigrati è rappresentata dal partito Pvv, di Geert Wilders. Il voto più importante della primavera saranno le presidenziali in Francia. Al momento, l’unica candidata certa è la leader del Front National, Marine Le Pen, che secondo molti sondaggi potrebbe andare al ballottaggio. Il centro-destra sceglierà il candidato nelle primarie della prossima settimana. I socialisti non hanno ancora un nome certo. Infine, a settembre, si vota in Germania. Al momento il cancelliere, Angela Merkel, appare salda, ma i recenti successi elettorali dell’Afd segnalano un certo malessere sulla questione immigrati, che ha alimentato una fronda interna al suo partito Cdu, soprattutto da parte dell’ala bavarese.

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20 ottobre 2019

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