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Elezioni della distanza

· Il voto per il rinnovo del Parlamento europeo ·

Quasi mezzo milione di cittadini del vecchio continente sono in questi giorni chiamati alle urne per rinnovare i propri rappresentanti al Parlamento europeo, unico organismo istituzionale dell’Ue eletto direttamente. 

Si tratta di un appuntamento atteso più dalla classe politica che dalla popolazione, la quale, soprattutto in alcuni Paesi dell’Unione ha dovuto vivere sulla propria pelle i devastanti effetti della crisi economica e le susseguenti politiche di rigore e risanamento, spesso percepite come imposizioni esterne. Ed è soprattutto per questo che le elezioni — oltre a svolgersi sotto l’incognita di un forte astensionismo — potrebbero fare entrare a Strasburgo una folta pattuglia di deputati di partiti euroscettici e anti-euro, movimenti in rapida ascesa.

Per l’Ue sarà l’ottava consultazione per il rinnovo dell’Europarlamento, un appuntamento che si ripete dal 1979. Quest’anno per la prima volta partecipa la Croazia, entrata nell’Unione nel luglio scorso. I primi a votare saranno i cittadini di Gran Bretagna e Olanda, che si recano alle urne oggi, giovedì 22. Domani toccherà all’Irlanda e alla Repubblica Ceca, che — unico Paese Ue dove le elezioni si svolgono in due giornate — manterrà le urne aperte anche sabato 24, giorno in cui voteranno Lettonia, Malta e Slovacchia. Domenica 25 andranno invece al voto tutti gli altri Paesi (Italia, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Austria, Belgio, Svezia, Finlandia, Danimarca, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovenia, Estonia, Lituania, Cipro e Croazia). I risultati definitivi saranno resi noti la sera di domenica 25 maggio.

I cittadini europei dovranno eleggere, per un mandato di cinque anni, 751 deputati, 15 in meno rispetto all’attuale Parlamento. 

di Francesco Citterich

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27 maggio 2019

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