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Solo fatwa di pace

· Sentenza del tribunale amministrativo di Alessandria d’Egitto ·

La religione islamica non deve ostacolare, anzi è chiamata a favorire la lotta contro il terrorismo fondamentalista. È questo il motivo ispiratore di una sentenza emessa ieri, lunedì, dal tribunale amministrativo di Alessandria, la seconda città più grande d’Egitto, che pone una netta limitazione alle fatwa, i pronunciamenti di ordine religioso riguardanti l’applicazione della legge islamica. 

Il tribunale — secondo quanto riferisce l’Efe, che riprende una notizia diffusa dall’agenzia statale Mena — nella fattispecie condanna soprattutto una certa improvvisazione, facendo divieto di emettere fatwa «agli ignoranti, ai non specialisti e ai tendenziosi». Una sentenza che di fatto avalla la presa di posizione del ministero degli Affari islamici che recentemente non ha rinnovato la licenza all’iman di Al Bahira, il quale, secondo le autorità, ha violato gli orientamenti tematici definiti dal dipartimento governativo. La sentenza, in particolare, rileva la necessità di rinnovare il discorso religioso soprattutto per fare fronte in modo «utile» al terrorismo per «non peggiorare la situazione e facilitare e non ostacolare» il cambiamento. I giudici chiedono insomma agli esperti governativi e alle istituzioni religiose, come l’università di Al Azhar, una sostanziale modernizzazione del discorso religioso, tenendo conto che «l’islam è la religione di pace, e non della violenza e dell’aggressione». In questo senso, il tribunale rileva come le autorità religiose siano «obbligate a rinnovare la cultura islamica e a spogliarla delle impurità e dall’intolleranza religiosa». Nei giorni scorsi, come si ricorderà, l’università di Al Azhar, massimo centro accademico dell'islam sunnita, aveva bollato come «crimine odioso» la strage di 28 cristiani etiopi compiuta dagli jihadisti.

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20 settembre 2019

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